Maltempo, Valcamonica in ginocchio: 20 milioni di danni ai boschi

La Valcamonica non si rialza. A quattro giorni dall’ondata di Maltempo che ha messo in ginocchio il territorio, il ritorno alla normalita’ e’ un miraggio e la pioggia continua a cadere copiosa aprendo nuovi fronti di emergenza. I tecnici della Comunita’ montana parlano di 20 milioni di euro di danni soltanto per il patrimonio boschivo. Altrettanti ne serviranno per sistemare strade, agro silvo pastorali e frane varie scese dopo che il terreno non ha saputo reggere la quantita’ di acqua, 40 centimetri in tre giorni, dicono gli esperti. Non e’ stato ancora riaperto al traffico ferroviario il ponte che corre accanto alla ex statale 42 in territorio di Nadro di Ceto, nei pressi del bivio per Ono San Pietro. Il torrente Figna che si e’ spinto a valle dopo aver riempito di materiale la vasca di raccolta da 6 mila metri cubi ha fatto danni alla strada e alla ferrovia.

Trenord, intervenuta immediatamente nel post smottamento, non ha ancora ultimato i lavori per rimettere su rotaia il treno: il tratto molto delicato e’ gia’ stato oggetto di pulizia e lavori ma ci vorra’ ancora qualche giorno per mettere la parola fine all’emergenza. Da Breno a Edolo e ritorno funziona il servizio di bus sostitutivi ma e’ inutile negare il disagio di studenti e pendolari nonostante i giorni di festa. Ancora chiuse anche la provinciale ex statale 42 che corre poco piu’ sotto e la 345 del Crocedomini minacciata da una frana. Riaperta e richiusa in tempi record la provinciale non e’ in sicurezza e i tecnici del Broletto con la consulenza di quelli della Comunita’ montana hanno deciso per lo stop. Oggi l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi ha incontrato a Edolo, nella sede del Consorzio Forestale dell’alta Vallecamonica, gli amministratori dei paesi piu’ colpiti per fare il punto sui danni causati dall’ondata di Maltempo. Li ha rassicurati che la Regione Lombardia decretera’ lo stato di calamita’ naturale e che, quindi, non mancheranno i fondi per riparare le gravissime ferite inferte soprattutto al patrimonio forestale.