Grazie allo strumento SPHERE installato al Very Large Telescope (VLT) dell’ESO in Cile, un gruppo internazionale di ricercatori guidati da Valentina D’Orazi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) di Padova ha “fotografato” delle ombre rotanti proiettate sul disco di gas e polveri che circonda la stella denominata V4046 Sgr, identificando per la prima volta la causa di questo fenomeno. V4046 Sgr è infatti composta da due astri e la loro posizione e il loro moto producono delle zone di minore illuminazione sul disco circostante che seguono gli spostamenti della coppia di stelle.
I dati raccolti nell’ambito della survey SHINE (Sphere infrared survey for exoplanets) dagli esperti, tra cui anche altri nove ricercatori dell’INAF, hanno rivelato che le ombre sul disco si spostano in osservazioni ottenute in momenti diversi. Questo è dovuto al fatto che la stella centrale è in realtà un sistema binario con due componenti molto vicine: il loro periodo orbitale è di soli 2,4 giorni. Una delle due stelle oscura la luce proveniente dall’altra componente, producendo ombre sul disco che si spostano seguendo il moto orbitale della binaria. Questa scoperta viene pubblicata oggi sulla rivista Nature Astromomy.

Oltre alla scoperta delle ombre, il sistema di V4046 Sgr mostra altre particolarità, come la presenza di gas all’interno del disco, inattesa in relazione al suo attuale stadio evolutivo. “Il gas trovato ci fa apparire il disco di V4046 Sgr più ‘giovane’ di quanto atteso per una struttura che ha un’età di 20 milioni d’anni. Questa apparente longevità necessita di ulteriori studi, potrebbe essere legata al fatto che la stella centrale sia una binaria”, specifica Silvano Desidera dell’INAF di Padova.
“La nostra tecnica apre la strada all’esplorazione di altri sistemi binari, fornendo una stima indipendente della distanza e dell’angolo di flaring, parametro cruciale per la modellizzazione dei dischi circumstellari”, conclude Raffaele Gratton sempre dell’INAF di Padova.
L’articolo “Mapping of shadows cast on a protoplanetary disk by a close binary system”, di V. D’Orazi (INAF di Padova) et al. è stato pubblicato sulla rivista Nature Astronomy. Oltre ai già citati S. Desidera e R. Gratton e a colleghi di diversi istituti in tutto il mondo, lo studio è stato firmato anche da altri ricercatori dell’Istituto Nazionale di Astrofisica: D. Mesa (INAF di Padova), E. Giro (INAF di Padova e di Brera), S. Benatti (INAF di Padova), E. Rigliaco (INAF di Padova), E. Sissa (INAF di Padova), T. Scatolin (INAF di Padova e Dipartimento di Fisica e Astronomia, Università di Padova), M. Damasso (INAF di Torino).
