Esplorare la possibilita’ di voli ad alta velocita’ per il trasporto passeggeri nella stratosfera. E’ l’obiettivo del progetto europeo “Stratofly”, coordinato dal Politecnico di Torino alla guida di un consorzio formato da centri di ricerca di Belgio, Olanda, Germania, Francia, Svezia e Spagna.
Un cambiamento rivoluzionario che permetterebbe di spostare in tempi adesso impensabili non solo oggetti ma anche persone: il volo ipersonico nella stratosfera sarebbe infatti otto volte piu’ veloce del suono e ben dieci volte piu’ veloce di un aereo di linea che viene utilizzato per le tratte civili. In questo modo sara’ possibile “connettere” luoghi lontani in un tempo decisamente ridotto: ad esempio si potra’ viaggiare dall’Europa all’Australia in sole tre ore.
La ricerca e’ multidisciplinare, combina aspetti tecnologici ad aspetti operativi e tratta del progetto di un velivolo ad alta velocita’ con sistema propulsivo innovativo “air breathing” basato su due sistemi integrati similari a quelli dei velivoli commerciali – a carburante e aria – ma utilizzando un tipo di propellente differente: l’idrogeno liquido.
“Siamo orgogliosi di lavorare ad un progetto che contribuira’ a far compiere all’Europa un altro passo fondamentale verso il trasporto aereo passeggeri ad altissima velocita'” dichiara Nicole Viola, coordinatrice del progetto e docente del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale del Politecnico di Torino. Diversi i vantaggi della tecnologia: oltre alla notevole riduzione dei tempi di trasferta per voli civili a lungo raggio, si potranno individuare nuove rotte in spazi di volo – nella stratosfera – al momento non sfruttati, e al contempo ridurre le emissioni e il rumore, valutando l’impatto sul clima e garantendo al contempo standard di sicurezza adeguati al trasporto passeggeri.
