San Giuliano di Puglia, a 16 anni dalla tragedia una verità difficile

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Sono passati 16 anni, erano le 11:33 del 31 ottobre 2002, il Molise fu colpito da una scossa di magnitudo 5.4, l’ epicentro vicino al comune di San Giuliano di Puglia.

Il terremoto fu avvertito in una vasta area dell’Italia centro-meridionale e provocò danni significativi solo nell’area vicino all’epicentro e nel paese di San Giuliano, ma crollo solo la scuola elementare, perche? Nel crollo morirono 27 bambini e una maestra.

Il Sindaco, i costruttori, i progettisti ed i dipendenti comunali, nel 2009, sono stati tutti condannati per omicidio colposo, per gravi negligenze e complicità nella cattiva realizzazione di una sopraelevazione della scuola crollata.

Da una lettura più approfondita, però, appare una verità difficile da comprendere, si legge, infatti, che non fu il terremoto ad uccidere le 28 vittime, ma le negligenza degli imputati che avevano prima fortemente voluto e poi mal costruito la sopraelevazione della scuola elementare.

Di fatto la sopraelevazione era stata realizzata in cemento armato e poggiata sulla struttura del piano terra, esistente, in muratura.

Durante un terremoto lo scuotimento del terreno (traslazioni orizzontali e verticali) imprime agli edifici degli spostamenti che generano delle oscillazioni, l’entità delle oscillazioni varia in funzione di alcuni parametri da cui gli edifici sono caratterizzati, una sopraelevazione cemento armato ha un certo peso e se viene poggiata su un piano terra in muratura leggero ne amplifica l’oscillazione aumentando di molto la possibilità di crollo.

Ma come è stato possibile realizzare quella sopraelevazione che andava contro qualsiasi norma antisismica?

San Giuliano di Puglia nel 2002 non ricadeva in zona sismica, quindi era, almeno per la normativa, possibile costruire un edificio di questo tipo, un edificio progettato e costruito per non resistere ai terremoti.

La normativa di allora, infatti, classificava la pericolosità sismica dei comuni in base alla frequenza ed alla intensità dei terremoti del passato, classificando il territorio italiano in tre categorie alla quale corrispondono livelli decrescenti di pericolosità: alla 1° categoria livello massimo, alla seconda categoria livello medio, alla terza categoria livello minimo, in totale rientravano in questa classificazione 2.965 comuni italiani su di un totale di 8.102, che corrispondono al 45% della superficie del territorio nazionale, i rimanenti comuni, considerato che non avevano mai registrato terremoti di una certa entità, non rientrava tra questi 2965 comuni e, quindi, non erano considerati sismici.

In quei comuni era possibile costruire senza rispettare le norme antisismiche ed è proprio quello che si fece a San Giuliano.

La cosa singolare è quella che i comuni confinanti con San Giuliano (come si vede dalla cartina) erano comunque classificati come sismici, in pratica se costruivi una casa a San Giuliano non necessitavi di realizzarla seguendo le norme antisismiche mentre se la costruivi a pochi chilometri di distanza si, un assurdo tutto italiano, un chiaro errore nella normativa di allora.

Quindi si poteva costruire quella sopraelevazione senza nessuna verifica sismica e senza progettarla per resistere al terremoto, questo fu il motivo per cui, in primo grado tutti gli imputati furono assolti, allora si gridò allo scandalo ma di fatto, l’opera non era abusiva e non doveva essere progettata per resistere al terremoto.

Quindi la responsabilità è veramente di chi ha voluto, progettato e realizzato la sopraelevazione?

È chiaro che comunque qualsiasi persona di buon senso non avrebbe mai realizzato quel tipo di sopraelevazione, quel tipo di struttura, anche se la legge lo permetteva ed è proprio questo che dice la sentenza definitiva , infatti, come detto,si parla di una sopraelevazione costruita male che sarebbe crollata anche senza terremoto, in pratica gli imputati sono stati condannati per un manufatto realizzato non a regola d’arte.

Devo dire che in parte sono d’accordo sulle motivazioni della sentenza, ma sta di fatto che con una diversa normativa sismica quel lavoro non si sarebbe potuto fare e rimane il dubbio se questo edificio sarebbe crollato senza terremoto.

La conseguenza della disgrazia di San Giuliano, fu l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo del 2003, con la quale si cambiò la classificazione sismica del territorio italiano inserendo una quarta categoria che comprende tutti i comuni non classificati fino al 2002.

Ecco la nuova classificazione

Zona 1 – E’ la zona più pericolosa. La probabilità che capiti un forte terremoto è alta
Zona 2 – In questa zona forti terremoti sono possibili
Zona 3 – In questa zona i forti terremoti sono meno probabili rispetto alla zona 1 e 2
Zona 4 – E’ la zona meno pericolosa: la probabilità che capiti un terremoto è molto bassa

Di fatto, sparisce il territorio “non classificato”, e viene introdotta la zona 4, nella quale è facoltà delle Regioni prescrivere l’obbligo della progettazione antisismica.