Chi si accontenta gode: le specie più a rischio d’estinzione sulla Terra sono quelle con gusti più difficili

Chi si accontenta gode. E a quanto pare non è solo un modo di dire, ma anche una regola di sopravvivenza. Le specie più a rischio di estinzione, infatti, sarebbero quegli animali che hanno “gusti” difficili, ovvero che adottano strategie di caccia rischiose e scelgono prede rare. Sono, nonostante la loro scaltrezza e abilità, una sorta di anello debole della catena: per loro anche il più piccolo cambiamento nell’ecosistema può risultare dannoso. O la sopravvivenza o la morte, dunque. A giungere a questa conclusione è stata la prima ricerca del genere, condotta dalla Swansea University nel Regno Unito e pubblicata sulla rivista Current Biology, che ha utilizzato chip elettronici grandi quanto un’unghia per seguire condor, ghepardi, pinguini e pecore per ben sei anni.

Sappiamo già che molte popolazioni di animali in tutto il mondo si stanno riducendo, ma finora non era chiara la causa“, spiega Rory Wilson, alla guida del gruppo. “Il nostro studio ha rivelato che gli animali che devono spendere molto tempo nella ricerca di cibo prima di riuscire a trovare una preda, hanno maggiori probabilità di non avere abbastanza energie da dedicare alla riproduzione“. Dunque è altamente probabile che i cuccioli appena nati o i pulcini appena usciti dall’uovo possano morire di fame, dto che senza senza cibo sono in grado di sopravvivere solo per pochi giorni. “In ogni caso, quando gli animali si nutrono di prede rare ogni piccolo cambiamento derivante dalle attività umane può essere la goccia che fa traboccare il vaso, in termini di successo riproduttivo“, aggiunge Wilson. “E’ il caso ad esempio del pinguino africano: la sua popolazione si è ridotta all’1% di quella che era 100 anni fa“. Secondo gli studiosi le nuove evidenze raccolte aiuteranno a pianificare strategie di conservazione più efficaci per per permettere alle specie a rischio di sopravvivere.