Vaccini, l’ennesimo appello: “tante infezioni prevenibili troppo sottovalutate, in Italia immunità di gregge a rischio”

Mentre resta acceso il dibattito sul piano nazionale di prevenzione vaccinale, con stravaganti proposte di riduzione del numero di vaccini da somministrarsi ai bambini, occorre non abbassare la guardia nel controllo sull’effettiva incidenza delle malattie infettive prevenibili con le vaccinazioni. Un risultato alla portata del sistema Paese, soprattutto se si riesce ad integrare la vigilanza e la diagnostica del laboratorio di microbiologia. Lo si legge in una nota diffusa da Amcli. È questo l’ambizioso obiettivo dell’iniziativa promossa da dall’Associazione Microbiologi Clinici Italiani (Amcli), in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanita’, ed il contributo non condizionato di DiaSorin, che dopo la tappa inaugurale di Milano di inizio luglio arriva a Perugia. L’incontro e’ in corso presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Universita’ degli Studi di Perugia. “Questo incontro e’ motivo di grande soddisfazione per la nostra Regione in quanto sulla copertura vaccinale abbiamo nel 2017 raggiunto in alcune aree una soglia prossima al 97% sia per la vaccinazione esavalente (che comprende la pertosse) sia per quella del morbillo, parotite e rosolia. Fatto questo, che ci colloca con orgoglio ai primi posti in Italia, ma che ci impegna a lavorare per mettere a regime l’obbligo vaccinale stabilito dalla Legge 119/2017, completando il recupero degli inadempienti entro il 2019”, dichiara Maria Laura Baldoni, Microbiologia e Virologia, Ospedale di Foligno (PG) e delegato Regionale dell’Amcli. “Secondo gli ultimi dati disponibili, anche nella Regione Umbria, cosi’ come nel resto del Paese, negli ultimi anni abbiamo registrato un numero crescente di casi di morbillo. Siamo passati da 6 casi totali nel 2015 a 26 e 78 nel 2016 e 2017, rispettivamente. La Regione e’ comunque tra quelle piu’ virtuose per quanto riguarda la copertura vaccinale per il morbillo, che e’ oggi di oltre il 94%. È importante pero’ sottolineare che abbiamo avuto anche casi tra gli operatori sanitari, con le possibili implicazioni di sanita’ pubblica, potendo gli operatori diffondere l’infezione ai pazienti ricoverati, che sono nella maggior parte dei casi soggetti deboli. Per affrontare questa importante problematica, l’Ospedale di Perugia ha condotto un’indagine conoscitiva su 1.700 sanitari tra medici, infermieri e altri operatori, proprio al fine di stabilire opportune strategie di contenimento ed eliminazione dell’infezione, attraverso la vaccinazione dei soggetti non immuni. Questa iniziativa e’ stata un esempio di fattiva collaborazione tra le diverse unita’ operative: la Struttura Complessa di Microbiologia, la Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva e la Direzione Medica del nosocomio” ricorda la professoressa Antonella Mencacci, Direttore della Struttura Complessa di Microbiologia della A.O. di Perugia e socio Amcli. La diffusione della pertosse e’ un altro dei temi al centro del convegno. “Un nostro recente studio ha evidenziato come la pertosse sia la causa di circa il 20% dei casi di tosse cronica, definita come tosse persistente per piu’ di 3 settimane, nella fascia di eta’ compresa tra i 7 e 17 anni. Questo conferma che in eta’ pediatrica e adolescenziale a 5 anni dall’ultima dose di vaccino la copertura vaccinale venga meno. È quindi necessario insistere sull’efficacia dei richiami vaccinali, tra i 5 e i 6 anni di eta’, in adolescenza ed ogni 10 anni per il resto della vita. Infine, per prevenire i casi di morte per pertosse e’ necessario diffondere anche presso i ginecologi, i Centri vaccinali, i pediatri e medici di base il messaggio dell’utilita’ della vaccinazione in gravidanza, raccomandata anche dal nostro piano nazionale per la prevenzione vaccinale tra la 26a e la 37a settimana di gravidanza” sottolinea Susanna Esposito, Direttore della Clinica Pediatrica, A.O. di Perugia, professore ordinario di pediatria dell’Universita’ degli Studi di Perugia. Tutti i paesi dell’Unione europea hanno una lunga tradizione nell’attuazione di programmi di vaccinazione. Ad esempio, il livello di controllo sull’epatite B, sulla poliomielite e sul tetano e’ eccellente in molti paesi, tra i quali l’Italia. Nonostante cio’, per altre malattie infettive di rilevanza sociale prevenibili con le vaccinazioni, quali il morbillo, la parotite, la rosolia, la pertosse e la varicella, il livello di controllo e’ diminuito drasticamente negli ultimi decenni. In Italia, la riduzione costante nel tempo delle coperture vaccinali ha determinato un aumento di circolazione di queste malattie infettive e di presenza sempre piu’ numerosa di pazienti critici suscettibili che si ammalano gravemente, a causa della perdita dei vantaggi dell’immunita’ di gregge. Come ricorda Tiziana Lazzarotto, microbiologa dell’Universita’ di Bologna e membro del Direttivo Amcli, secondo gli ultimi dati disponibili, infatti, si sono registrati in Italia, nel 2017, un totale di 4.991 casi di morbillo, inclusi 4 decessi; 65 casi di rosolia e 503 casi di pertosse. Per quanto riguarda la varicella, dal 2009 al 2013 e’ stato osservato un dimezzamento dei casi di malattia, attestandosi oggi a circa 100 casi ogni 100.000 persone infette. Nonostante cio’, la varicella continua a rappresentare un problema di sanita’ pubblica, soprattutto in eta’ pediatrica. A marzo 2017, l’azione delle Istituzioni e’ stata fortemente concreta e finalizzata alla prevenzione attiva con l’introduzione del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019. Le strategie di contenimento ed eliminazione di queste malattie infettive accanto alle misure igienico-sanitarie generali e alle misure vaccinali prevedono la creazione di sistemi di sorveglianza efficaci e di attivita’ di laboratorio microbiologico di elevata qualita’. “Come Associazione dei microbiologi clinici italiani, di concerto con l’Istituto Superiore di Sanita’, abbiamo ritenuto utile promuovere questo ciclo di incontri itineranti allo scopo di condividere, con tutte le figure professionali coinvolte nel controllo delle infezioni e malattie prevenibili con le vaccinazioni, i piu’ recenti dati sulla sorveglianza, per comprendere l’impatto dei programmi di vaccinazione del Paese, la prevalenza e la diffusione della malattia, sulle strategie vaccinali, per comprendere il potenziale dei nuovi vaccini disponibili e sulla diagnosi clinica per comprendere la gestione armonizzata dei pazienti. Vogliamo riaffermare l’imprescindibile ruolo e contributo che la diagnosi microbiologica offre ogni giorno per comprendere la corretta esecuzione (nei tempi e nei modi) ed interpretazione della diagnostica di laboratorio” ha spiegato Pierangelo Clerici, Presidente Amcli e Direttore dell’Unita’ Operativa di Microbiologia dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Ovest milanese. La scelta di trattare le problematiche connesse alle infezioni e malattie causate dai virus del morbillo,rosolia, parotite, varicella e dalla bordetella pertussis, nasce dall’interesse che essi rivestono sia per loro diffusione sia per le recenti acquisizioni diagnostiche, prognostiche e terapeutiche.