Astronomia, OSIRIS-REx ha scoperto le prove della presenza di acqua sull’asteroide Bennu

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Una sonda spaziale sta ruotando intorno ad un piccolo asteroide a milioni di chilometri di distanza, esaminando la sua superficie, e ha inviato sulla Terra i suoi primi dati. Come parte dell’Origins Program della NASA, la sonda OSIRIS-REx ha viaggiato verso l’asteroide Bennu, a circa 160 milioni di chilometri dal sole, arrivando alla meta il 3 dicembre scorso. L’obiettivo è scoprire i segreti del sistema solare analizzando l’asteroide, ampio circa 487 metri. Ora la scoperta inaspettata: Bennu o un asteroide “parente” più grande una volta contenevano acqua liquida, un’enorme sorpresa per i ricercatori della NASA.

Lockheed Martin

In una conferenza, gli scienziati hanno annunciato che OSIRIS-REx ha scoperto le prove di minerali idratati sulla superficie di Bennu, utilizzando i suoi spettrometri di bordo (strumenti utilizzati per determinare l’esatta composizione chimica di un punto specifico). Non c’è acqua liquida sull’asteroide, ma abbonda nella forma di argilla umida. Questo significa “evidenze di acqua liquida” nel passato di Bennu, secondo Amy Simon, scienziata che supervisiona l’analisi spettrale di OSIRIS-Rex. “Per prima cosa per avere minerali idratati, per avere argille, ci deve essere acqua che interagisce con i minerali regolari. Questa è una grande sorpresa”, ha detto Simon. E sono anche abbondanti. Ci sono “prove forti e convincenti che la superficie sia dominata da questi minerali idratati”, ha spiegato Dante Lauretta, leader della missione di rientro dei campioni, che sta portando il team a credere che Bennu sia “ricco di acqua”.

L’asteroide Bennu, inoltre, ha molte più rocce di quanto gli scienziati inizialmente pensassero. Il primo sguardo della NASA a Bennu, infatti, ha svelato che è costellato da centinaia di rocce dalle dimensioni fino a 15 metri circa. “Sembra che siano appoggiate proprio sulla superficie come se vi fossero cadute sopra o come se qualcosa abbia imperversato intorno a loro e le abbia lasciate esposte”, ha aggiunto Lauretta. C’è anche una roccia più grande (50 metri) su Bennu, che sembra costituita da due coni messi insieme con un rigonfiamento al “girovita”.

Gli scienziati ritengono che Bennu sia un’”eredità” del sistema solare primordiale di 4,5 miliardi di anni fa, quando i pianeti cercavano di formarsi e alcuni non ci sono riusciti. Lauretta ha spiegato che un tempo Bennu era parte di un asteroide più grande che probabilmente conteneva acqua. Quando OSIRIS-REx inizierà ad orbitare l’asteroide (impresa non facile considerando che la sua gravità è 100.000 volte inferiore a quella della Terra) sarà l’oggetto più piccolo che un veicolo spaziale realizzato dall’uomo abbia mai circondato. Il team sta ora iniziando a esaminare i crateri da impatto per trovare un posto in cui OSIRIS-REx possa raccogliere un campione nel 2020. Questi frammenti ritorneranno sul nostro pianeta nel 2023. Nel frattempo, trovare le prove della presenza di acqua è un bel traguardo, anche se sulla superficie di un minuscolo asteroide a milioni di chilometri di distanza. L’asteroide, dal peso di 80 milioni di tonnellate, attraversa regolarmente l’orbita terreste e vi arriverà pericolosamente vicino in circa 150 anni.

La missione OSIRIS-REx da 800 milioni di dollari è iniziata con il lancio del 2016 da Cape Canaveral, Florida. Sia il nome della sonda che quello dell’asteroide derivano dalla mitologia egizia. Osiride era il dio dell’oltretomba, mentre Bennu rappresentava l’airone e la creazione.