Dato negativo per il clima quest’anno: i Paesi sviluppati chiuderanno il 2018 con emissioni di anidride carbonica (CO2) in aumento, un dato in controtendenza rispetto al calo registrato negli ultimi cinque anni. A dirlo è l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie) in occasione della conferenza Onu sul clima in corso in Polonia. Le emissioni di CO2 generate dal settore energetico in Europa, Stati Uniti e nei Paesi con economie avanzate dell’Asia e del Pacifico sono cresciute.
A causare l’incremento e’ il maggiore uso di petrolio e gas, che ha piu’ che compensato il calo del consumo di carbone. Come risultato, l’Aie prevede che la CO2 in questi Paesi aumentera’ dello 0,5% nel 2018. Sebbene l’incremento delle emissioni sia inferiore al +2,4% messo a segno dalla crescita economica, secondo l’Agenzia e’ “particolarmente preoccupante per gli sforzi globali volti a rispettare l’accordo di Parigi”.
Sempre in base alle previsioni dell’Aie, anche i Paesi emergenti vedranno crescere le emissioni rispetto al 2017. I dati preliminari indicano che il 2018 fara’ quindi registrare emissioni in aumento a livello globale, trainate dal maggior consumo energetico e da un’economia mondiale in espansione del 3,7%.
