Clima e performance ambientali, Germanwatch 2018: passi indietro per l’Italia, fanno meglio Marocco e India

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L’Italia scende nella classifica delle performance ambientali Germanwatch 2018, perdendo 7 posizioni rispetto alla precedente edizione e piazzandosi al 23° posto (era al 16° nel 2017): il report, presentato oggi alla conferenza Onu sul clima, analizza le performance climatiche di 56 Paesi più l’Unione Europea nel suo complesso, che insieme contribuiscono al 90% delle emissioni globali, e stila una classifica il cui podio resta vuoto, anche quest’anno: le prime tre posizioni non vengono assegnate perché nessuno dei Paesi analizzati ha raggiunto la performance necessaria per contrastare in modo efficace i cambiamenti climatici e non superare la soglia critica di 1,5°C.
Il Paese più virtuoso si piazza al quarto posto: la Svezia registra un’ottima performance nella riduzione delle emissioni e una continua crescita delle rinnovabili. Segue il Marocco grazie ai considerevoli investimenti nelle rinnovabili e a un’ambiziosa politica climatica. Tra i Paesi emergenti, l’India ha fatto un importante passo in avanti posizionandosi all’11° posto, grazie a una buona performance climatica dovuta alle basse emissioni pro-capite e al considerevole sviluppo delle rinnovabili.
L’Unione Europea nel suo complesso fa un piccolo passo in avanti posizionandosi al 16° posto rispetto al 21° dello scorso anno, grazie a una politica climatica che ha l’obiettivo di raggiungere entro il 2050 zero emissioni nette.
In fondo alla classifica troviamo Arabia Saudita (60) e Stati Uniti (59) che indietreggiano in quasi tutti gli indicatori.
Per quel che riguarda l’Italia, nonostante una buona performance nell’uso di energia, il Belpaese ha rallentato sul fronte dello sviluppo delle rinnovabili, resta assente una politica climatica nazionale adeguata agli obiettivi di Parigi, e nel 2017 le emissioni sono diminuite solo dello 0,3% rispetto all’anno precedente e appena del 17,7% rispetto al 1990.

Il rapporto di Germanwatch misura le performance dei vari Paesi attraverso il Climate Change Performance Index (CCPI), utilizzando come parametro di riferimento gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e gli impegni assunti al 2030.