Impresa epica per un 33enne americano: è la prima persona ad aver attraversato l’Antartide in solitaria

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Nel giorno di Santo Stefano, Colin O’Brady, 33enne di Portland, Oregon, ha portato a termine un’impresa epica, prima considerata impossibile. O’Brady, infatti, è diventato la prima persona ad attraversare l’Antartide da solo senza alcuna assistenza, camminando per il continente antartico per 54 giorni. Amici, famiglia e fan hanno seguito il viaggio di circa 1.500km di Colin in tempo reale grazie ai social.

Nonostante O’Brady inizialmente avesse pensato di voler un cheeseburger alla fine del suo impossibile viaggio, la moglie Jenna Besaw ha dichiarato che fantasticava su pesce fresco e insalata dopo aver mangiato prevalentemente cibo liofilizzato per 54 giorni. O’Brady ha documentato quasi interamente il suo viaggio, che ha rinominato Impossible First, sui social media. Ieri, 26 novembre, ha scritto di aver coperto gli ultimi 130km in un’unica ed improvvisa spinta finale fino al traguardo che è durata più di un’intera giornata. “Anche se le ultime 32 ore sono state alcune delle ore più difficili della mia vita, sono state alcuni dei momenti migliori che io abbia mai vissuto”, ha scritto. Il giorno prima, aveva scritto dell’idea di tentare di arrivare alla fine senza fermarsi ancora: “Sto ascoltando il mio corpo e sto prestando attenzione ai dettagli per stare in sicurezza. Ho chiamato casa e parlato con mia madre, mia sorella e mia moglie. Ho promesso loro che mi fermerò se ne avrò bisogno”.

traversata antartide solitariaAnche se ci sono state altre persone che hanno attraversato l’Antartide, queste avevano assistenza. Nel 2016, l’esploratore britannico Henry Worsley ha perso la vita nel tentativo di compiere lo stesso viaggio in solitaria in Antartide, morendo a causa di un collasso dovuto allo sfinimento verso la fine del suo viaggio. Louis Rudd, amico e collega di Worsley, attualmente sta tentando l’impresa in onore di Worsley e stava gareggiando con O’Brady per essere il primo a riuscirci. Besaw ha dichiarato che il marito intende stare in Antartide fin quando Rudd non porterà a termine il suo viaggio nei prossimi giorni: “È un piccolo club. La sua intenzione è quella di attendere Louis e avere una specie di momento celebrativo con l’altra unica persona al mondo ad aver raggiunto lo stesso traguardo”.

O’Brady ha descritto in dettaglio gli alti e bassi del suo lungo cammino dal giorno in cui ha iniziato, il 3 novembre. Ha dovuto trasportare i 170kg dell’attrezzatura necessaria per sopravvivere in quelle che sono alcune delle condizioni più dure della Terra, prevalentemente in salita e sui sastrugi, le ondulazioni create dal vento tipiche della calotta antartica. Il 12 novembre scriveva: “Non solo sto spingendo la mia slitta per tutto il giorno, ma la sto spingendo su e giù per migliaia di sastrugi creati dal vento violento. È un processo a dir poco frustante a volte”.

traversata antartide solitariaIl 18 novembre ha scritto di essersi svegliato trovando la slitta completamente sepolta da una tempesta di neve e vento che aveva imperversato per tutta la notte. Quel giorno ha combattuto un vento contrario di 48km/h per 8 ore. “Ci sono state diverse volte in cui ho considerato di fermarmi […] Oggi volevo davvero rinunciare perché mi sentivo esausto e solo, ma ricordando tutta la positività che moltissime persone mi stavano inviando, ho preso un respiro profondo e mi sono concentrato sul mantenere i progressi un passo alla volta e sono riuscito a completare un giorno pieno”.

Il 9 dicembre (37° giorno), il giovane ha scritto di come era cambiato, pubblicando un selfie in cui sembra soffrire, con la neve raccolta attorno al suo cappello. “Non sono più la stessa persona che ero quando sono partito per il viaggio, potete vederlo sul mio viso? Ho sofferto, ho avuto molta paura, freddo e mi sono sentito solo. Ho riso e danzato, pianto lacrime di gioia e sono stato colpito dall’amore e dall’ispirazione”. Non si tratta del suo primo record. Nel 2016, infatti, O’Brady ha scalato le vette più alte dei 7 continenti, tra cui l’Everest, in 132 giorni, diventando così il più rapido “scalatore delle 7 vette”.