De Falco espulso dal M5S “è sbagliato e incostituzionale”, Di Maio: “tutti importanti, nessuno indispensabile”

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Non me l’aspettavo, si tratta di un provvedimento abnorme e incostituzionale”. E’ quanto dichiarato all’AdnKronos il senatore dei Cinque Stelle Gregorio De Falco, commentando la sua espulsione decisa dai probiviri del partito. “Speravo – spiega – che restasse vivo uno spazio democratico nel Movimento, che per suo statuto deve essere ispirato al metodo democratico”. “Si tratta di un provvedimento abnorme e incostituzionale – argomenta l’ufficiale della capitaneria di porto – perché incide sulla libertà di opinione e voto del parlamentare, tutelata da quella Costituzione che proprio il M5S ha difeso nel 2016 dal tentativo di manomissione del Pd di Renzi”. “Con questa decisione – conclude – si dimostra che nel M5S mentre si discute di saltare la regola del doppio mandato dall’altra parte ci si irrigidisce pensando che un parlamentare debba votare a favore della manovra senza nemmeno leggerla“.

di maioTutti sono importanti, nessuno è indispensabile. Oggi i probiviri si sono espressi con dei provvedimenti duri e giusti. E se ci sono altri senatori o deputati che non intendono più sostenere il contratto di Governo, per quanto mi riguarda sono fuori dal MoVimento, anche a costo di andarcene tutti a casa. Il rispetto degli elettori viene prima di tutto“. Lo scrive su Facebook, il vicepremier e capo politico dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, dopo la decisione dei probiviri di espellere i senatori De Falco e De Bonis e i due eurodeputati Valli e Moi.Quando i candidati del MoVimento 5 Stelle entrano nelle liste – ricorda Di Maio – accettano alcune regole, poche e chiare, che sono vincolanti per la loro candidatura. Tutti gli eletti del MoVimento in Parlamento hanno quindi firmato e accettato anche la regola presente nel Codice Etico, per cui i nostri parlamentari sono tenuti sempre a votare la fiducia ad un governo in cui il MoVimento è parte della maggioranza“.

Nel Codice – ricorda Di Maio – c’è infatti scritto che i portavoce eletti si impegnano ‘a votare la fiducia, ogni qualvolta ciò si renda necessario, ai governi presieduti da un presidente del consiglio dei ministri espressione del MoVimento 5 Stelle’. Qualcuno dopo aver ottenuto l’elezione, ha cominciato a rinnegare regole e programmi. Qualcuno crede che per il solo fatto di essere senatore allora sia indispensabile per il Governo e per questo possa trasgredire le regole che ha firmato. Non è così. Noi siamo gente seria che rispetta gli impegni presi con i cittadini“. Con le espulsioni di oggi decise dal Movimento cinque stelle si assottiglia sempre di più la maggioranza gialloverde a palazzo Madama, dove i numeri restano ballerini e a rischio. Pallottoliere alla mano, pesa, infatti, la ‘cacciata’ dei senatori Gregorio De Falco e Saverio De Bonis, che si erano opposti al decreto sicurezza targato Salvini. Allo stato, infatti, al Senato l’alleanza M5S-Lega potrebbe avere solo un margine di 3-4 voti, spiegano le opposizioni. “Al Senato – dice il senatore di Fi Lucio Malan – la finanziaria è stata approvata con 167 voti, ma il voto sullo scostamento del pareggio di bilancio che deve passare necessariamente con la maggioranza assoluta, ovvero 161 voti, ha registrato solo 165 sì. Questo significa che la maggioranza M5S-Lega ha un margine di voti molto ristretto, di circa 3-4 voti”.

Spero che il Movimento in autotutela corregga questo grave errore perché è un provvedimento sbagliato nel merito, incostituzionale e sanziona l’espressione di opinione e di voto in contrasto con le tutele prestate ai parlamentari dall’articolo 68“. ha dichiarato ancora De Falco. “Per quanto riguarda il caso del decreto sicurezza – ha precisato – si dovrebbe sapere che, nonostante alcuni di noi avessero chiesto un confronto interno al Movimento e quindi che si parlasse del tema, non ci è mai stato concesso. All’interno del Movimento è difficile parlare di politica. Un partito politico deve essere un luogo in cui si parla liberamente di politica e prima di andare ad esprimere una posizione di sintesi occorre confrontarsi”.