Secondo i previsori della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) vi è il 45% di possibilità che domani, 5 dicembre, la Terra venga colpita da una tempesta geomagnetica classe G1: un’espulsione di massa coronale (CME) dovrebbe infatti colpire nelle prossime ore il campo magnetico terrestre.
I CME sono eventi rari durante il minimo solare, perché la loro usuale “piattaforma di lancio” (le macchie solari) è assente: l’espulsione verificatasi nelle scorse ore non è stata prodotta da una Regione Attiva, ma da un filamento di magnetismo, originatosi nell’emisfero meridionale della nostra stella.
Mercoledì notte è quindi atteso uno spettacolo nel Circolo Polare Artico, nei cui cieli potrebbero risplendere colorate e suggestive aurore.
Attività solare e minimo solare

L’attività solare viene misurata in base al numero di macchie solari che compaiono in modo ciclico sulla superficie della nostra stella. Il minimo solare è il periodo di minore attività del Sole nel ciclo solare: durante questo periodo, cala il numero di macchie solari e dei brillamenti, fino a diventare nullo per diversi giorni consecutivi. La data precisa del minimo si ottiene misurando per dodici mesi l’attività delle macchie solari in un periodo di minore attività: l’identificazione precisa della data si rileva sei mesi dopo la data reale del minimo. Il ciclo solare dura circa 11 anni ed oscilla tra i periodi in cui il numero di macchie solari aumenta e il periodo in cui diminuisce.
Al minimo solare si contrappone il massimo solare, durante la quale compaiono sulla fotosfera della nostra stella centinaia di macchie solari.
La fase di minimo solare, tuttavia, non implica totale inattività: in questa fase si formano buchi coronali (regioni che sembrano più scure perché emettono meno radiazioni X e ultraviolette) estesi e di lunga durata: sono in grado di produrre raffiche veloci di vento solare che, se raggiungono la Terra, possono innescare aurore polari, tempeste geomagnetiche e interferenze nelle comunicazioni radio.
Il Minimo Solare genera inoltre numerosi cambiamenti: ad esempio, le emissioni di estremo ultravioletto diminuiscono, l’atmosfera superiore della Terra si raffredda e collassa. Ciò consente alla spazzatura spaziale di accumularsi attorno al pianeta. Inoltre, l’eliosfera si contrae, portando lo spazio interstellare più vicino alla Terra. I raggi cosmici galattici penetrano nel Sistema Solare interno con relativa facilità: se colpiscono la Terra possono creare problemi ai satelliti e ai sistemi di comunicazione.


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