Etna, terremoto Catania: oltre 600 sfollati ed evacuazioni nella notte, centinaia di persone hanno scelto di dormire in auto

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Prima notte trascorsa lontano dalle proprie case per oltre 600 persone nel Catanese, a causa del terremoto magnitudo 4.9 delle 03:19 del 26 novembre: centinaia di persone hanno preferito dormire in auto, nei pressi della propria abitazione, per paura di altre scosse. La notte è stata relativamente tranquilla. Sono stati registrati diversi eventi ma tutti di bassa intensità. Prosegue anche l’eruzione dell’Etna con la presenza di attività stromboliana dai crateri sommitali.

Circa 10 famiglie sono state evacuate nella notte dalle loro abitazioni ad Aci Platani, frazione di Acireale, per la presenza di una frattura sulla strada dove si trovano le loro case: l’evento è collegato con l’attività sismica ed eruttiva dell’Etna.

Non dobbiamo agire sull’onda emotiva. Faremmo un grave errore se così fosse. Mi sorprendo, comunque, quando qualcuno si sorprende delle attività sismiche. La Sicilia è la regione più esposta d’Italia e nel contempo quella meno attrezzata dal punto di vista infrastrutturale. L’80 per cento delle nostre scuole non è a norma, così come molti degli edifici strategici“: lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, al termine dell’incontro, a San Giovanni La Punta (Catania), nella sede della Protezione civile regionale, con i sindaci dei Comuni più colpiti dal terremoto di ieri in provincia di Catania. “Siamo abituati a convivere con le scosse e anche con i danni agli edifici. Stiamo cercando di capire come si evolverà l’attività effusiva e sismica, oltre a interrogarci se i Comuni hanno il Piano di protezione civile. Insomma, se tutto è predisposto perché si possa affrontare e gestire al meglio una condizione di emergenza. Gli sfollati? Speriamo possano tornare presto nelle loro case perché non si può vivere in un Palasport o in un albergo se non per alcuni giorni. Noi dobbiamo invece vigilare sulle infrastrutture, su quelle particolarmente sensibili come gli ospedali e le scuole. Sono questi i veri temi che devono fare riflettere tutti“.