Manovra, il Governo aumenta ancora le tasse: l’IVA salirà al 25,2% nel 2020 e addirittura al 26,5% nel 2021!

MeteoWeb

Arriva una revisione al rialzo delle clausole di salvaguardia dell’Iva per il biennio 2020 e 2021. Il maxi-emendamento alla manovra rispetto al testo originario conferma il congelamento delle aliquote Iva per il 2019 incrementando però dal 2020 di 1,5 punti percentuali l’aliquota ridotta del 10% e di 1,1 punti percentuali per il 2020 e di 2 punti percentuali dal 2021 l’aliquota ordinaria, oltre gli incrementi già disposti dalla legge di bilancio. Con la nuova clausola e senza ulteriori interventi, gli aumenti del 2020 ammonteranno a 23 miliardi di euro e su ciascun anno, 2021 e 2022, a ben 29 miliardi di euro portando l’aliquota ordinaria attualmente al 22% al 25,2% nel 2020 e al 26,5% nel 2021 e 2022. Viene previsto anche un maggior gettito da accise sui carburanti per autotrazione.

Manovra, tutti i dettagli sul provvedimento del Governo

Oltre 10,3 miliardi tra maggiori entrate e minori uscite. E’ il saldo alla base del via libera della Commissione Europea alla manovra del governo italiano per l’anno prossimo. Ma per blindare la tenuta dei saldi di finanza pubblica tornano a salire le clausole di salvaguardia per il 2019 infatti non ci sarà l’aumento dell’Iva ma salta la sterilizzazione delle clausole per il biennio successivo. Non solo. Per il 2020 e il 2021 se non ci sarà la sterilizzazione degli aumenti Iva, il conto sarà più salato. Rispetto ai 19,2 e 19,6 miliardi previsti, nella lettera inviata a Bruxelles il governo italiano alza gli importi, rispettivamente 9,4 e 13,1 miliardi aggiuntivi per i prossimi due anni. Pertanto per disinnescare gli aumenti Iva nel 2020 serviranno quasi 22 miliardi e oltre 25 miliardi l’anno successivo. Per l’anno prossimo invece quasi la metà dei 10,3 miliardi per rimodulare la manovra arriveranno da una sforbiciata a reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni. In dettaglio le risorse per il reddito saranno ridotte di 1,9 miliardi mentre per le pensioni oltre 2,7 miliardi in meno sul fondo. Modesto l’impatto dal contributo di solidarietà sulle pensioni elevate, quelle sopra i 5 mila euro netti al mese. Appena 76 milioni l’anno prossimo 240 milioni nel triennio. Più consistente l’impatto del “raffreddamento” degli assegni pensionistici, 253 milioni l’anno prossimo e oltre 2,2 miliardi nel triennio. Tra le maggiori entrate 450 milioni l’anno dall’aggravio della tassazione sui giochi, 150 milioni l’anno prossimo dalla web tax per salire a 600 milioni l’anno nel 2020 e l’anno successivo. Poi da abrogazione credito d’imposta Irap, azzeramento credito d’imposta per beni strumentali e taglio agevolazioni Ires per gli enti non commerciali altri 435 milioni l’anno prossimo. Infine oltre 2,2 miliardi dalla riprogrammazione dei fondi per le Ferrovie e per la cassa del Fondo sviluppo di coesione e dalla riprogammazione dei fondi di cofinanziamento nazionale.