Sono stati trovati morti in una pozza d’acqua in fondo a un dirupo i due escursionisti triestini dispersi da martedì scorso. Ne dà notizia un comunicato dell’ufficio stampa del Soccorso Alpino. Ora si sta procedendo al recupero dei corpi.
Le ricerche in questi giorni per rintracciarli non erano mai cessate e anche questa mattina era salita sui rilievi del Tarvisiano, dove i due si erano persi, la task force composta da una cinquantina di uomini del Soccorso Alpino e speleologico del Cnsas assieme a altri del Sagf, il Soccorso alpino della Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, unita’ cinofile delle Fiamme Gialle e Protezione Civile. Nel primo pomeriggio il tragico epilogo con l’individuazione dei due corpi privi di vita.
Massimo Grassi, 41 anni, e Jennifer Bubic, 35enne, risultavano dispersi da martedì scorso, dopo il mancato rientro da una gita nel Tarvisiano.Le condizioni meteo hanno ostacolato questa mattina le ricerche.
I due escursionisti avevano riferito ai familiari che martedì sarebbero andati a fare una escursione in montagna nella zona del Monte Lussari a Tarvisio (Udine).
Mercoledì non si sono presentati al lavoro facendo scattare l’allarme e le ricerche, avviate nel tardo pomeriggio. I soccorritori hanno individuato dapprima l’auto, una BMW nera, in località Valbruna ai Prati Oitzinger, da dove nasce una pista forestale che conduce al Monte Lussari.
Ieri erano stati avvistati anche i due cani che li accompagnavano e il loro passaggio era stato ripreso da una fototrappola lungo una traccia di sentiero che a mezza costa, a un’altitudine tra i 1500 e i 1600 metri di quota, collega Sella Prasnig con la Malga Lussari, sul versante Est di Cima del Cacciatore verso la Valle del Rio Freddo. E’ in quella zona, dove erano state notate anche delle tracce di scivolata, che si sono concentrate le ricerche dei soccorritori. Nelle operazioni di soccorso sono stati impegnati i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico, le Unita’ Cinofile della Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e il Corpo forestale regionale. Perlustrazioni della zona sono state effettuate anche con l’elicottero della Protezione Civile che si e’ alzato in volo quando le condizioni meteo lo hanno consentito.
