Spazio, Osiris-Rex incontra l’asteroide Bennu: a bordo la tecnologia italiana

Due miliardi di chilometri per un viaggio lungo due anni ma oggi, alle 18,00 ora italiana, finalmente la sonda della Nasa Osiris-Rex incontra il ‘suo’ asteroide Bennu.

La missione dell’ente spaziale statunitense ha l’obiettivo di raccogliere campioni di roccia del ‘masso spaziale’ per allargare la conoscenza sul Sistema Solare. Con questa missione, la Nasa infatti si è data l’obiettivo di capire quali minerali contenga questo ‘fossile’ celeste e come potrebbero essere usati sulla Terra. Ma non solo.

L’orizzonte è anche cercare di scoprire se fra le ‘rughe’ di Bennu, una piccola ‘roccia’ spaziale, ci siano molecole organiche, i ‘segnali primordiali’ della vita. Una missione affascinante che si sta realizzando anche grazie alla tecnologia italiana. “A una settimana dall’arrivo su Marte di InSight, un’altra sonda della Nasa raggiunge? la sua destinazione grazie al nostro sensore stellare” sottolinea all’Adnkronos Marco Molina, Responsabile Ricerca e Sviluppo Spazio di Leonardo. Il sensore stellare è il Star Tracker pensato, progettato e prodotto da un team di ingegneri, matematici e fisici di Leonardo negli stabilimenti di Campi Bisenzio, a pochi chilometri da Firenze. “Siamo a bordo anche di Hayabusa 2, dell’agenzia spaziale giapponese JAXA” aggiunge Molina.

Osiris-Rex – acronimo che sta per Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security-Regolith Explorer – è stata lanciata a settembre del 2016 e si è lentamente avvicinata all’asteroide Bennu. “La ‘bussola stellare’ di Leonardo è su tutte le missioni attualmente in volo con l’obiettivo di riportare a Terra campioni dagli asteroidi” afferma Marco Molina. Lo studio di questi campioni, spiega l’esperto di Leonardo, “è importantissimo sia per comprendere meglio le origini del Sistema Solare sia per capire come gli asteroidi stessi potranno fornire in futuro minerali utilizzabili sul nostro pianeta”. E Bennu è un asteroide particolarmente strategico, considerato potenzialmente pericoloso per il nostro pianeta perchè, secondo le stime valutate dallo scomparso astronomo italiano Andrea Milani, ha una possibilità su 2.700 di colpire la Terra nei prossimi 200 anni.

Una volta arrivata a destinazione, la sonda Osiris-Rex ‘studierà’ e osserverà per tutto il prossimo anno l’asteroide Bennu anche alla ricerca di un luogo su cui far posare il braccio robotico che dovrà prevelare i preziosi campioni dell’asteroide. La Nasa sottolinea che la ricerca sarà quella di individuare un luogo “sicuro e scientificamente interessante” dove portare avanti questa delicata fase della missione.

L’operazione non sarà semplice e l’ente spaziale statunitense ha programmato circa tre tentativi per raccogliere i campioni di roccia. La sonda è stata studiata per riportare ‘a casa’ fino a 2 chili di materiali di Bennu e l’attesa degli scienziati è molto alta visto che l’asteroide è vecchio circa 4,5 miliardi di anni, gli stessi del Sistema Solare. Se tutto andrà come da programma, la Nasa spiega che la sonda farà rientro sulla Terra nel 2021, con arrivo previsto nel settembre del 2023. Intanto gli esperti della missione Nasa sono concentrati sul rendez vous di oggi, un incontro che l’ente spaziale statunitense mostrerà con una diretta dal suo sito e da Nasa Tv.