Aeroporto sotto shock: una gazzella viva trasportata come se fosse un comune bagaglio

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Sui nastri trasportatori degli aeroporti si possono vedere valigie, passeggini e ogni tanto qualche strano oggetto avvolto nel cellophane e non ben identificato. Ma questa volta lo strano oggetto era riconoscibilissimo. E in verità non era nemmeno un oggetto: si trattava di una gazzella viva, con il corpo avvolto in una sacca e la testa che spunta fuori. Immediate le foto da parte dei presenti e la loro immissione in rete: sono diventate virali e sono finite su Twitter e pubblicate da The Libyan Observer. La vicenda è accaduta all’aeroporto internazionale di Mitiga, a sei chilometri da Tripoli, in Libia. La gazzella era stata scaricata da un volo interno proveniente da Ghat, città al confine con l’Algeria.

«Dove sono le autorità che devono far rispettare la legge?» Si chiede su Facebook la Libyan Wildlife Trust che sta spingendo perché si indaghi sull’accaduto. La gazzella libica è da anni l’obbiettivo debole di una caccia incontrollata. Durante il regime di Gheddafi i bracconieri venivano puniti pesantemente, ma con la sua caduta la caccia a questo splendido animale non ha più controlli e le sanzioni sono irrisorie. «Una fonte aeroportuale sostiene che l’amministrazione ha chiesto un’indagine interna sull’incidente – si legge sul giornale arabo Al Araby -, anche perché quando accaduto è indice della profonda anarchia che può aprire le porte a forme di contrabbando anche più pericolose. La fonte ha spiegato che l’amministrazione aeroportuale ha informato le autorità investigative che l’aereo proveniva da Ghat, nel sud del Paese, e che la società di handling non potevano caricare quella gazzella senza darne informazione. Tanto meno la compagnia di movimentazione dell’aeroporto di Maitika non doveva porla sul nastro trasportatore una volta scaricata dal velivolo».