“E’ di queste ore la notizia della seconda invasione di topi giganti a Lucca, dopo quella avvenuta nei giorni scorsi a Cesena“: lo rende noto l’associazione animalista AIDAA. “E’ un fatto questo che non ci deve sconvolgere,ma con il quale dovremo sempre più convivere in futuro in quanto in Italia ogni uomo ha un “patrimonio corrispettivo di 8,6 topi” – scrive l’AIDAA in un comunicato – secondo fonti di stampa i dati alla fine del 2017 dicono che in Italia ci sono 500 milioni di topi pari a 8.6 volte la popolazione umana residente all’ultimo censimento. Il fatto che i topi stiano aumentando a dismisura con situazioni difficili come quelle di Cesena, Lucca ed in un passato recente a Roma e Milano sono la controprova della grande presenza di colonie di topi che non vivono solo in campagna ma si stanno sempre piu urbanizzando. Tralasciando i dati di Roma e Milano a farla da padrona sarebbe Napoli con una media di 9 topi per ogni persona. Insomma una questione quella dei topi che riguarda tutte le città italiane e che non si debella sicuramente con le campagne di avvelenamento che chiamiamo derattizzazioni che uccidono in maniera atroce qualche topo ma che diventa letale anche per cani e gatti, ma anche per i piccioni e per altre forme di animali selvatici che vivono nelle città.”
“I topi mediamente vivono poco al massimo fino a 3/4 anni – dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA – ma nella loro breve esistenza ogni femmina mette al mondo fino a 12 topini ogni volta che partorisce e questo avviene mediamente ogni tre-quattro settimane. Da qui la nostra proposta di eliminare le inutili, costose e spesso dannose derattizzazioni ma di passare da una campagna di distruzione ad una campagna di conoscenza,convivenza e sterilizzazione e incremento delle colonie feline specialmente in città”.


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