L’Alzheimer è una delle patologie neurodegenerative più invalidanti nel nuovo millennio per il quale ancora non è stata trovata una vera e propria cura. Sebbene siano infatti diverse le terapie che permettono di rallentarne i sintomi, non si ha ancora un rimedio definito. E pertanto si lavora su due fronti: da un lato la diagnostica preventiva, attraverso un test del sangue in grado di individuare la malattia prima della comparsa dei sintomi e bloccarla attraverso una terapia mirata, e dall’altro il vaccino.
Del primo se ne sono occupati gli esperti della Washington University School of Medicine di St. Louis e del Centro tedesco per le malattie neurodegenerative che, in uno studio pubblicato su ‘Nature Medicine’, hanno evidenziato come un semplice esame del sangue sia in grado rilevare in modo affidabile i segni di danni cerebrali nelle persone che sono sulla strada per sviluppare la malattia di Alzheimer.
L’aspetto più interessante è che sarà possibile effettuare il test ancora prima che si manifestino sintomi come segni di confusione e perdita di memoria.

“Questi risultati positivi – afferma Peter Powchik, vicepresidente esecutivo Ricerca e Sviluppo della società irlandese – dimostrano che possiamo tranquillamente aumentare e mantenere i titoli anticorpali anti-A? in modo prevedibile e sostenuto. Tassi di risposta elevati, riproducibilità della risposta e generazione di anticorpi diretti verso le pertinenti specie di proteine ??tossiche sono elementi chiave di un vaccino terapeutico efficace per condizioni neurodegenerative come l’Alzheimer. La nostra piattaforma sta dimostrando che si possono soddisfare questi requisiti”.