Bambino caduto nel pozzo in Spagna, scavati 1,5 metri del tunnel orizzontale ma le operazioni sono troppo lente. Gli ultimi aggiornamenti [VIDEO LIVE]

AGGIORNAMENTI LIVE: Il tunnel orizzontale scavato dai minatori ha quasi raggiunto i 2 metri di lunghezza. “La previsione è che le operazioni si concludano oggi“, ha dichiarato Francisco Delgado Bonilla, presidente del Consorzio Provinciale dei Vigili del Fuoco.

Le operazioni per il salvataggio del piccolo Julen, 2 anni, caduto in un pozzo il 13 gennaio scorso, proseguono. Dopo 12 giorni di lavoro, ieri pomeriggio finalmente una brigata di minatori si è calata in un tunnel verticale parallelo al pozzo in cui è caduto il bambino. Raggiunta una profondità di circa 73 metri, i minatori, che scendono in coppia, ognuno con il proprio ossigeno, e si danno il cambio ogni 40 minuti, dovranno scavare a mano un tunnel orizzontale lungo circa 4 metri che li porterà nel luogo in cui si ritiene si trovi il piccolo. Il tunnel che stanno scavando avrà anche una certa inclinazione per favorire la caduta del materiale rimosso.

I minatori si sono calati ieri, 24 gennaio, alle 17:49. In questo momento, 16 ore dopo, hanno scavato quasi la metà del tunnel orizzontale: almeno 1,5 metri dei 3,8 metri necessari, secondo l’ultimo bilancio delle autorità. In realtà, le operazioni stanno proseguendo in maniera più lenta del previsto: se le autorità avevano stimato il completamento del tunnel orizzontale in 24 ore, con un semplice calcolo possiamo dire che i minatori avrebbero dovuto scavare 1 metro ogni 6 ore. Dopo 16 ore, i metri avrebbero dovuto essere quasi 3, invece siamo solo alla metà.

AFP/LaPresse

Nello scavare il tunnel, i minatori ne hanno anche ampliato il diametro, per poi puntellare e rafforzare la cavità in cui si trovano. È indubbiamente un lavoro molto complesso che richiede del tempo, quel tempo che ormai sembra davvero troppo per ritrovare il piccolo Julen in vita. Ma tutta la comunità di Totalán, località vicino la Malaga in cui è avvenuto l’incidente, tutta la Spagna e il mondo intero ci sperano ancora e rivolgono il pensiero ai due poveri genitori, che nel 2017 avevano perso un altro figlio colto da “morte improvvisa”.

Come già successo altre volte in queste operazioni di salvataggio, innegabilmente complicate e rese sempre più disperate dal tempo che passa inesorabile, un’altra difficoltà si è presentata sul cammino di tutti, operai, minatori, soccorritori, autorità, che da giorni lavorano giorno e notte sul sito. La compattezza del terreno, infatti, ha costretto la Guardia Civile ad eseguire due micro-esplosioni in due diverse occasioni per consentire ai minatori di poter continuare a scavare a mano. Queste operazioni sono state eseguite dopo 14 ore di lavoro, alle 7:53 circa di oggi, 25 gennaio.

Yulen bimbo caduto pozzoIl salvataggio di Julen, caduto in un pozzo di prospezione non segnalato, largo 25 cm e profondo oltre 100 metri, mentre giocava, non lontano dai genitori, ha mobilitato finora oltre 300 persone. Oltre agli 8 minatori che stanno realizzando le ultime, si spera, operazioni per raggiungere il piccolo, alle operazioni hanno collaborato un centinaio di operai e tecnici diretti da 13 ingegneri e ancora 50 agenti della Guardia Civile, circa 40 vigili del fuoco, 30 uomini e 80 volontari della Protezione Civile e anche una équipe di 18 psicologi a sostegno della famiglia distrutta dalla vicenda.

Finora non è stato stabilito alcun contatto vocale con Julen dal momento del tragico incidente del 13 gennaio. Nella cavità sono stati trovati dei capelli e le analisi del DNA hanno confermato che il bimbo si trova nel pozzo.

La storia tragicamente ci insegna che l’uomo non ha imparato dai suoi errori e che per colpa della sua indolenza e della sua superficialità un altro bambino, di soli 2 anni, che non stava facendo niente di sbagliato se non giocare come la sua tenera età gli consente di fare, si è ritrovato in una situazione terribile e con le più atroci delle sofferenze. Purtroppo dalle tragedie di Kathy Fiscus e Alfredino Rampi è cambiato ben poco.

Caduti in un pozzo, da Alfredino Rampi e Kathy Fiscus fino a Julen: i tragici incidenti della storia che hanno visto bambini innocenti morire per l’indolenza dell’uomo

Di seguito, vi riproponiamo un video di El País che ripercorre il momento in cui è stato necessario ricorrere alle micro-esplosioni. In fondo, invece, le immagini live dal sito delle operazioni.