Apprensione per bimbo caduto in un pozzo in Spagna, il padre: “Non si fa nulla per salvarlo, stiamo morendo!”

Molti tweet di appoggio, molti voti, ma nessun mezzo. Lei sa cosa significa un’attesa di 30 ore aspettando che tirino fuori tuo figlio?“: lo ha dichiarato José Rocio, il padre di Yulen, il bimbo di due anni, caduto domenica in un pozzo di prospezione a Totalan, vicino Malaga. A “Il programma di Ana Rosa” di Telecinco, ieri sera il padre del bambino ha espresso la sua disperazione per l’estenuante attesa per il recupero del piccolo, che non è ancora stato localizzato all’interno del condotto dal diametro di 25 cm e profondo 110 metri. “Lei riesce credere che stamattina alle 11 si è saputo che sarebbe venuto un camion da Cadice per rimuovere la terra e che hanno aspettato che arrivasse per spianare la strada?“, ha protestato il padre di Yulen. “Non dite che sta arrivando il sindaco, raccontate quello che si sta facendo qui, una m***a di nulla, che il bambino da 30 ore è intrappolato in un pozzo. Che stiamo morendo!

Yulen giocava con un altro bambino quando è precipitato nel pozzo di prospezione dell’acqua, senza recinzioni.
A dare l’allarme uno dei familiari che lo ha visto cadere.
Secondo testimonianze di soccorritori, citate dai media, il pianto del bambino, inizialmente udibile, è cessato.
E’ stato inviato un robot con telecamere, che non è riuscito a scendere oltre i 70 metri circa, a causa di una frana.
Purtroppo la circonferenza ridotta del pozzo impedisce ai soccorritori di calarsi all’interno.
Si procede solo l’aspirazione del terriccio, e cercando di rafforzare le pareti di perforazione, in modo da proteggerle da possibili frane, e con uno scavo parallelo sull’altro lato della montagna.

Una tragedia nella tragedia per i genitori di Yulen, che hanno vissuto un dramma simile nel 2017, quando perse la vita il loro figlio di 3 anni. Olivier fu colto da “morte improvvisa”, forse un infarto, mentre passeggiava su una spiaggia con il papà e la mamma.

E’ un incidente che ricorda molto il caso accaduto nel 1981 a Vermicino, quando il piccolo Alfredino Rampi cadde in un pozzo e a nulla valsero gli sforzi, andati avanti per tre giorni, per cercare di riportarlo in superficie.