Donna di 53 anni sviluppa allergia alle arachidi in seguito a un trapianto di polmoni

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Viene direttamente dal San Diego Medical Center, in California, la storia singolare della donna di 53 anni che ha sviluppato un’allergia alle arachidi in seguito a un trapianto polmonare.
Il rapporto sul caso, pubblicato sul giornale Transplantation Proceedings lo scorso agosto, ha generato grande curiosità.

La paziente ha dovuto subire il trapianto di un singolo polmone a causa di un enfisema, patologia in cui gli alveoli polmonari sono danneggiati e rendono difficile la respirazione.
Il donatore era invece un maschio di 22 anni.

burro-arachidi-marmellataLa convalescenza della donna stava procedendo bene dopo il trapianto ma, il giorno prima della dimissione dall’ospedale, ha improvvisamente manifestato i sintomi di un’insufficienza respiratoria, con senso di tensione al petto ed estrema difficoltà a respirare.
Inizialmente i medici non sono riusciti a individuare le cause, e anche i test effettuati non avevano chiarito la situazione. È stato solo quando la donna ha spiegato che i suoi sintomi sono iniziati subito dopo aver mangiato un sandwich al burro d’arachidi e marmellata che i medici hanno sospettato un’allergia alimentare, nonostante la donna non manifestasse gli altri sintomi tipici di una reazione allergica allergia, come orticaria e crampi addominali.
Una volta contattata la banca degli organi, si è scoperto che il donatore aveva un’allergia alle arachidi dichiarata.

Così, oltre al polmone, la donna ha ricevuto dal donatore anche la sua allergia alimentare.
È un caso molto raro che il beneficiario di un trapianto polmonare sviluppi un’allergia alimentare presente nel donatore, afferma il Dott. M. Odish, membro del team di medicina polmonare e terapia intensiva presso l’Università della California San Diego Medical Center, che ha avuto in cura la donna.

Nonostante la rarità dell’evento, la disavventura della paziente è un effetto già registrato in passato: episodi di allergie trasmesse dai donatori di organi sono infatti state riportate anche in casi di trapianto di fegato, reni e midollo osseo. Tali sensibilità potrebbero insorgere in qualunque momento, da giorni a mesi dopo il trapianto.

donazione-organi-mediciGli studi suggeriscono che i bambini e i pazienti che ricevono un trapianto di fegato sono più esposti allo sviluppo delle stesse allergie dei donatori.
Altre ricerche, invece, mostrano che queste allergie si manifestano più frequentemente quando il ricevente viene trattato con Tacrolimus (FK-506), un farmaco immunosoppressore utilizzato per ridurre il rischio di rigetto dell’organo dopo il trapianto. La donna del caso in esame era stata trattata con questo farmaco.

Successivi esami sulla paziente hanno rivelato che, oltre alle arachidi, la donna ha sviluppato allergie anche a mandorle, anacardi, nocciole e cocco.
“Non è ancora chiaro” afferma il Dott. Odish “se le allergie alimentari sviluppate in seguito a un trapianto rimangano un problema definitivo nella vita dei pazienti, perché è nota la possibilità che essa regredisca in alcuni individui”.
Per questo motivo nei prossimi anni la paziente verrà periodicamente monitorata dagli allergologi.