Dalle eruzioni dei vulcani pesanti effetti sul clima

L’eruzione dei vulcani non tropicali potrebbe avere “effetti sproporzionati sul clima”. A scoprire conseguenze più ampie di quanto finora noto è uno studio apparso su Nature Geoscience, che spiegherebbe come è avvenuto il maggiore episodio di raffreddamento globale degli ultimi 2.500 anni.

Lungi dall’esaurire i loro effetti con l’eruzione, i vulcani hanno da sempre influenzato i cambiamenti climatici. Il raffreddamento del globo si verifica quando, attraverso l’eruzione, viene iniettata una grande quantità di zolfo nella stratosfera, uno strato dell’atmosfera.

Lì i gas producono una foschia di aerosol che persiste anche per anni, riflettendo parte delle radiazioni solari, che non possono più raggiungere la superficie terrestre.

Fino ad ora, l’ipotesi era che le eruzioni nei tropici avessero un effetto maggiore rispetto a quelle di vulcani delle alte latitudini (che si trovano ad esempio in Islanda, Russia o Alaska). Ma il nuovo studio arriva a conclusioni diverse.

“Molte eruzioni extratropicali negli ultimi 1.250 anni hanno causato un pronunciato raffreddamento superficiale nell’emisfero settentrionale, poiché sono in realtà più efficienti delle eruzioni tropicali in termini di raffreddamento, per via della maggiore quantità di zolfo emesso”, afferma il primo autore dello studio Matthew Toohey, del Centro GEOMAR Helmholtz per la ricerca oceanica di Kiel, in Germania.

I risultati aiuteranno a capire meglio l’episodio di raffreddamento peggiore verificatosi nell’emisfero settentrionale negli ultimi 2500 anni, che fu innescato proprio dall’eruzione di un vulcano islandese nel 536 d.C.