Grandissima partecipazione all’escursione sul Sentiero della Memoria, condusse gli ebrei alla salvezza verso la Svizzera

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Il territorio, al pari di un libro scritto, è testimonianza eterna della memoria storica e sopravvivrà al tempo. Anche quando le persone non ci saranno più, il territorio continuerà a raccontare anche l’olocausto degli ebrei. C’è una vera strada della memoria, in Italia, fu percorsa da molte famiglie ebree per andare in Svizzera. Oggi, a distanza di 76 anni l’abbiamo percorsa. Tanta gente ha voluto partecipare e siamo costretti a bissare l’appuntamento anche in altra data”: lo ha dichiarato, alla stampa, Antea Franceschin, Guida Ambientale Escursionistica, AIGAE che oggi ha guidato giornalisti e cittadini lungo il sentiero della memoria percorso dagli ebrei verso la Svizzera.
La neve non ha fermato la voglia di conoscenza. Tanta neve e nebbia, ma anche tanta gente. Siamo partiti da Viggiù, da dove partivano proprio gli ebrei ed accompagnati dai passi tratti dagli scritti di alcuni Scout che contribuirono alla salvezza, abbiamo percorso quasi tutto il sentiero anche tra bunker e trincee. Dal 1943 al 1945 molti ebrei riuscirono a scappare in Svizzera – ha continuato Franceschin – percorrendo alcuni sentieri. Si tratta di una vera “strada della memoria”. Siamo entrati in un labirinto di cunicoli e bunker, trincee della Prima Guerra Mondiale costruite a difesa della frontiera italo-svizzera che poi vennero ampiamente utilizzate anche dai profughi italiani. Abbiamo raggiunto l’antico presidio della Milizia Nazi – fascista di confino”.

Antea ha raccontato l’inferno vissuto dagli ebrei
Il “viaggio” dei profughi in fuga dalla furia nazifascista iniziava a Milano, quando gli organizzatori riuscivano a dar loro documenti falsi per passare il confine svizzero nella zona della Valceresio. E’ un percorso che dal punto di vista tecnico presenta una difficoltà media con un dislivello di 500 metri – ha continuato Antea Franceschin – ma abbiamo voluto delle tappe per poter leggere alcuni passi scritti proprio da quei ragazzi che allora salvarono molti ebrei”.

Gli Scout che con il Cardinale Schuster salvarono gli ebrei
Una missione segreta denominata Oscar e messa in campo in silenzio dal Cardinale di Milano, Shuster e dagli Scout, salvò tante vite umane.
La giornata l’abbiamo voluta dedicare al cammino e alla scoperta di questa missione segreta denominata in acronimo Oscar. Si trattò di un’operazione soccorso che salvò tanti ebrei. Nelle trincee e nei bunker abbiamo voluto focalizzare l’attenzione sulla figura degli scout e del cardinale Schuster – ha proseguito Antea Franceschin – ma anche di altri personaggi di Milano che contribuirono in modo concreto a portare in salvo gli ebrei. L’ operazione O. S. C. A. R. era un’ operazione segreta che permise a migliaia di persone di salvarsi in Svizzera durante il periodo di occupazione nazista in Italia dal 43 al 45.
Nata dall’ entusiasmo e dalla voglia di rivalsa di alcuni ragazzi di Milano, tutti Scout, venne supportata segretamente dal Cardinal Shuster di Milano e anche Andrea Ghetti, importante figura della resistenza Italiana, svolse un ruolo attivo. Racconteremo delle Aquile Randagie, di Giussani, della Resistenza operata su queste montagne dal 1943 al 1945.
Il viaggio dei profughi in fuga dalla furia nazifascista iniziava a Milano, quando gli organizzatori riuscivano a dar loro documenti falsi per passare il confine svizzero nella zona della Valceresio.
Venivano quindi portati nei paesi di Besano, Clivio e Viggiu, dove partigiani e Scout li aiutavano a percorrere i boschi della zona per passare infine in Svizzera.
Per questo sentiero non passarono solo ebrei ma anche famiglie e fuggiaschi di vario tipo. A pensare che questo sentiero anche allora fu attraversato sotto la neve ma non per riflettere, fu percorso per salvarsi e salvare. Ecco che il territorio, l’ambiente, è al pari di un libro scritto, testimonianza eterna della memoria storica”.