Non chiamatela marmellata! Ecco la differenza con confettura e composta e cosa è meglio scegliere

Marmellata o confettura? Nell’utilizzo comune siamo abituati a definire marmellata ogni tipo di composta di frutta, ma in realtà non è così. La marmellata, infatti, si riferisce esclusivamente agli agrumi, che siano esse arance, limoni o mandarini. E non si tratta di una sottigliezza, perché la definizione è stata prescritta per legge: il termine “marmellata” deve essere utilizzato solo per le salse di frutta che si ottengono utilizzando gli agrumi; per tutte le altre tipologie di frutta si deve usare il termine confettura oppure composta, ma anche in quest’ultimo caso la differenza tra i due termini non è poca.

marmellata mandariniLa differenza tra composte e confetture sta nel rapporto tra le quantità di zucchero e quelle di frutta: nelle confetture il valore di zucchero è maggiore e la percentuale di frutta presente è in genere inferiore al 40%; le composte invece presentano una quantità di frutta che si aggira intorno all’80%, mentre quella di zucchero è ridottissima. Quest’ultimo è dunque da considerarsi un prodotto più salutare e genuino, adatto anche a chi ha particolari esigenze di salute.

Le composte di frutta, inoltre, devono rispettare una rigida regolamentazione: la frutta presente in un chilogrammo di prodotto deve essere di almeno 650 grammi, dunque il 65%, diversamente si tratta di confetture o marmellate. Nelle composte la frutta viene frullata ed è omogenea, senza grumi o pezzi: si tratta di una vera e propria crema.