Vescica iperattiva: un impianto wireless potrebbe risolvere il problema, funziona grazie alla luce

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Una nuova tecnologia è stata sviluppata da un team di ricercatori guidato dal Dott. A. Mickle della Washington University in St. Louis.
Nello studio pubblicato su Nature il 2 gennaio leggiamo che l’impianto sfrutta una tecnica basata sulla luce, nota come optogenetica, per controllare le cellule nervose presenti nella vescica e regolarne il funzionamento.
Gli esperimenti sono stati condotti sui ratti, ai quali è stato indotto tramite farmaci il disturbo della vescica iperattiva, e hanno dimostrato che il dispositivo riesce ad agire direttamente sullo stimolo di urinare.

optogenetica-luce-neuroni-nerviMentre l’optogenetica è stata tradizionalmente utilizzata per manipolare e studiare le cellule cerebrali, il nuovo impianto fa parte di una recente spinta a sfruttare la tecnica per “addomesticare” altre cellule del corpo. Un impianto optogenetico come questo potrebbe infatti aiutare la medicina nel trattamento di altri disturbi e disfunzioni organiche.

Alcuni scienziati hanno però manifestato preoccupazione riguardo la nuova tecnologia, si teme infatti che il dispositivo possa stimolare anche i nervi in prossimità di quelli che controllano la vescica, con possibili conseguenze per gli organi vicini.
Tuttavia, i ricercatori rassicurano sul fatto che questo nuovo approccio optogenetico agisce su nervi specifici, in un solo organo e soltanto se necessario.

Per controllare le cellule nervose tramite la luce, i ricercatori hanno iniettato nei ratti un virus innocuo che trasporta le istruzioni genetiche affinché le cellule della vescica producano una proteina, chiamata archaerhodopsin 3.0, or Arch, che si attiva grazie agli impulsi luminosi.

(Washington University in St. Louis photo by Aaron D. Mickle)

Un sensore elastico avvolto intorno alla vescica rileva dunque le abitudini urinarie di chi lo indossa e l’impianto invia in modalità wireless le informazioni raccolte a un programma sul computer.
Se il programma rileva che il soggetto ha lo stimolo a urinare almeno tre volte l’ora, dà ordine all’impianto di accendere un paio di piccole luci LED. Il bagliore verde di questi micro-diodi led attiva così le proteine ??Arch sintetizzate nelle cellule nervose della vescica, inibendo le stesse dall’inviare al cervello tutti quei falsi “allarme vescica piena”.

“Gli impianti optogenetici potrebbero monitorare anche altri eventi corporei” afferma il Dott. R. Gereau, neuroscienziato alla Washington University in St. Louis e coautore dello studio.
I livelli di ormoni e l’ossigenazione o l’idratazione dei tessuti, ad esempio, potrebbero essere tracciati e usati per innescare i LED in modo da agire direttamente sugli impulsi nervosi e così rendere più efficienti le terapie mediche.