AIGAE: “Svolte attività esperienziali per percepire l’ambiente in assenza di luce”

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Prendendo spunto da M’Illumino di meno, ieri notte abbiamo svolto attività esperienziali per percepire l’ambiente in assenza di luce. Una grande esperienza servita per insegnare alle future guide ambientali escursionistiche che anche le ore più buie possono regalare un’occasione per vivere la natura e i suoi ritmi, la vita degli animali notturni, i rumori, gli odori della notte e il cielo stellato. Al tempo stesso le future guide sono state messe alla prova sulle accortezze da seguire in termini di prevenzione del rischio qualora si volessero organizzare eventi di questo tipo o ci si trovi per emergenza a dover passare una notte all’aperto.
Ecco lo spegnere le luci non solo educa al risparmio delle risorse della Terra ma ci aiuta a meditare, a sviluppare pensieri e ad amare la Terra. Questo è quello che è accaduto ieri notte sul Triangolo Lariano”: lo ha affermato Paola Iotti, Guida Ambientale Escursionistica e Direttore del Corso che si sta svolgendo nel Nord Italia per la nascita di nuove Guide Ambientali Escursionistiche.
Inoltre come comportarsi in assenza di luce?
Ieri notte abbiamo insegnato alle future Guide Ambientali Escursionistiche come muoversi, comportarsi, cosa fare in caso di una situazione di emergenza improvvisa, in assenza di luce al buio. Un’ attività esperienziale servita ad addestrare le future Guide le quali dovranno sapere cosa fare nel caso in cui ci si dovesse trovare in piena emergenza, al buio, ed essere costrette a trascorrere una notte all’aperto, magari nei boschi. Ieri notte, hanno partecipato all’escursione le aspiranti guide provenienti da varie regioni del Nord Italia – ha proseguito Iotti – e che da mesi stanno partecipando al Corso Professionalizzante. Questi allievi hanno già affrontato il corposo modulo di cartografia con relativo esame, comunicazione, leadership, incontro con Rete Radio Montana con cui è in atto una convenzione nazionale per poter operare con maggiore sicurezza sul territorio italiano”.

Ci siamo mossi in parte con piccole torce frontali ed in parte a lume di candela, di notte, nel cuore del triangolo lariano, il territorio montuoso compreso tra i due rami del lago di Como, raccontati e descritti da Alessandro Manzoni. Ecco che l’abbassare le luci aiuta ad approfondire pensieri letterari, profondi. Vengono così fuori i sentimenti verso l’ambiente ed il buio riesce a farci vedere la vita anche da una prospettiva diversa – ha continuato Iotti – con un ritmo dolce e non frenetico. Aigae, Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche, esprime profondo apprezzamento per l’iniziativa di Caterpillar, “M’Illumino di meno” e ben 7 giorni prima da vita a questa notte senza luci nel cuore del Triangolo Lariano. Lo scenario davvero unico perché siamo arrivati al rifugio Prim’Alpe gestito da Legambiente dove abbiamo trascorso la notte, a lume di candela.
Il gruppo dei Corni di Canzo è una delle zone del Triangolo Lariano più conosciute per la bellezza dei panorami, per la natura ancora ben conservata e per i numerosi sentieri adatti a soddisfare tutti. Tre cime rocciose dall’aspetto arrotondato disposte da est a ovest, tali da sembrare dei“corni”, ben visibili dalla pianura: il Corno Occidentale (1372 m), il Corno Centrale (1366m) ed il Corno Orientale (1232). Sono i rilievi più elevati della costiera che separa il corso del Lambro dal ramo lecchese del Lario; i primi due delimitano la testata settentrionale della Val Ravella e costituiscono il confine fra il Comune di Canzo e quello di Valbrona, mentre la terza cima, la più bassa, è compresa nel territorio di Valmadrera. L’area dei Corni di Canzo è caratterizzata da rocce sedimentarie carbonatiche formatesi in ambienti lagunari e marini nell’Era Mesozoica (in particolare la Dolomia a Conchodon). Tutta l’area dei Corni di Canzo -Val Ravella è di grande interesse dal punto di vista naturalistico; una parte ricade anche nella Foresta Regionale dei Corni di Canzo, un vasto complesso prevalentemente boschivo, di circa 450 ettari, gestito da ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste). Si possono distinguere tre principali ambienti: il bosco, le praterie e le rupi. Sentieri geologici, torrenti, boschi di latifoglie ma sarà il buio ad illuminare tutto con la splendida luce delle stelle. Non ci sarà luce artificiale perché l’unica luce sarà quella della Terra e dell’Universo”.

Ben 3 giorni di immersione totale con esempi anche di sostenibilità
M’Illumino di meno di Caterpillar ha fornito un ulteriore stimolo alla sostenibilità, ad insegnare come fosse possibile vivere rispettando il Pianeta. Il lavoro della guida è totalmente esperienziale, dove sono in gioco cervello, corpo e sensazioni. Nella natura.
Per questo abbiamo organizzato una 3 giorni di lezioni a immersione totale, giorno e sera – ha dichiarato Davide Galli, Vicepresidente AIGAE – con pernottamento in rifugio a sostenibilità totale. Per vivere insieme un’esperienza e confrontarsi sui modelli e gli esempi in prima persona. Una modalità formativa totalizzante che va al di là della didattica. Lo spunto che ci ha dato Caterpillar è appunto quello di proporre agli allievi dei modelli positivi, invitandoli ad avere in futuro un ruolo attivo nella divulgazione delle buone pratiche verso gli escursionisti che accompagneranno in natura. Non solo come fruitori quindi, ma come soggetti attivi responsabili dell’impatto della presenza umana”.