Addio al grande Bruno Ganz: l’unico attore che è riuscito a far rivivere il lato umano di Adolf Hitler

L’attore svizzero Bruno Ganz è morto ieri a Zurigo all’età di 77 anni. Nato proprio a Zurigo, Ganz arriva in Germania nel 1962 dove ha i suoi primi ingaggi al Junges Theater Göttingen e al Theater am Goetheplatz di Brema. Nel 1967 conosce Peter Stein con cui realizza numerosi progetti teatrali. In seguito è stato assunto allo Schauspielhaus di Zurigo. Ha lavorato inoltre con prestigiosi registi teatrali come Peter Zadek, Peter Stein, Claus Peymann, Klaus Michael Grüber, Luc Bondy e Dieter Dorn. Il grande pubblico ha iniziato a conoscerlo soprattutto dalla metà degli anni ’70 in poi, dopo le sue interpretazioni in numerosi film, tra cui “L’amico americano” e “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders. Nel 2004, poi, interpretando Adolf Hitler nel film “La caduta” prodotto da Bernd Eichinger, raggiunge l’apice del suo successo e da prova al mondo intero della sua grande bravura. La sua eccezionale interpretazione gli vale una nomination al Premio del cinema europeo nel 2004.

Nel 2010 ha ricevuto l’European Film Academy Lifetime Achievement Award. Ganz ha partecipato a molte produzioni nazionali e internazionali, riuscendo così ad essere apprezzato dal pubblico di tutto il mondo. Diversi film che ha interpretato gli sono valsi il Premio del cinema svizzero. Nel 2000 ha girato con Silvio SoldiniPane e tulipani” per il quale nel 2001 gli è stato assegnato il Premio del cinema svizzero come miglior interprete. Nel 2006 ha recitato in “Vitus” del regista Fredi M. Murer, che ha ricevuto il Premio del cinema svizzero come miglior lungometraggio nel 2007. Nel 2016 ha interpretato il nonno della piccola Heidi nel film per il cinema che raccontava la storia della bimba ricordata da tutti per i cartoni animati degli anni ’70. Nel 2017 gli è stato attribuito il Premio d’onore del cinema svizzero, riconoscimento alla carriera.