Gigantesco buco coronale sul Sole: particelle cariche verso la Terra, possibili tempeste geomagnetiche nei prossimi giorni

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Non è raro che durante la fase di minimo solare nell’atmosfera della nostra stella si osservino buchi coronali di lunga durata, che rilasciano flussi di vento solare nello spazio: ebbene, uno di questi è rivolto ora verso la Terra, ed è gigantesco.

Non è un buco coronale sconosciuto: si è generato nell’estate 2018 e da allora ruota con la rotazione del Sole, inondando la Terra di particelle cariche circa una volta al mese. L’ultima volta è accaduto alla fine di Gennaio 2019: si sono osservate aurore sul Circolo Polare Artico fino al Nord degli Stati Uniti.

E’ possibile che si verifichino tempeste geomagnetiche classe G1 il 27 Febbraio, che potrebbero dare origine a nuove spettacolari aurore polari.

Cos’è un buco coronale

Un buco coronale è un’area nell’atmosfera del Sole dove il campo magnetico arretra e consente ai gas di sfuggire: si tratta di un vero e proprio “squarcio” che appare sulla superficie della nostra stella in media una o due volte al mese.

Attività solare e minimo solare

buco coronale

L’attività solare viene misurata in base al numero di macchie solari che compaiono in modo ciclico sulla superficie della nostra stella. Il minimo solare è il periodo di minore attività del Sole nel ciclo solare: durante questo periodo, cala il numero di macchie solari e dei brillamenti, fino a diventare nullo per diversi giorni consecutivi. La data precisa del minimo si ottiene misurando per dodici mesi l’attività delle macchie solari in un periodo di minore attività: l’identificazione precisa della data si rileva sei mesi dopo la data reale del minimo. Il ciclo solare dura circa 11 anni ed oscilla tra i periodi in cui il numero di macchie solari aumenta e il periodo in cui diminuisce.

Al minimo solare si contrappone il massimo solare, durante la quale compaiono sulla fotosfera della nostra stella centinaia di macchie solari.

La fase di minimo solare, tuttavia, non implica totale inattività: in questa fase si formano buchi coronali (regioni che sembrano più scure perché emettono meno radiazioni X e ultraviolette) estesi e di lunga durata: sono in grado di produrre raffiche veloci di vento solare che, se raggiungono la Terra, possono innescare aurore polari, tempeste geomagnetiche e interferenze nelle comunicazioni radio.

Il Minimo Solare genera inoltre numerosi cambiamenti: ad esempio, le emissioni di estremo ultravioletto diminuiscono, l’atmosfera superiore della Terra si raffredda e collassa. Ciò consente alla spazzatura spaziale di accumularsi attorno al pianeta. Inoltre, l’eliosfera si contrae, portando lo spazio interstellare più vicino alla Terra. I raggi cosmici galattici penetrano nel Sistema Solare interno con relativa facilità: se colpiscono la Terra possono creare problemi ai satelliti e ai sistemi di comunicazione.