Insalate in busta, c’è da fidarsi? Ecco tutto quello che c’è da sapere, dal lavaggio alla conservazione

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Insalate in busta, c’è da fidarsi? A fare chiarezza, dal lavaggio alla conservazione, è il Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food.
Si parte dalla normativa: dall’agosto 2015, in seguito all’emanazione del Decreto Ministeriale attuativo della legge 77/2011, sono entrate in vigore sul territorio italiano le nuove regole in materia di produzione, confezionamento e commercializzazione della cosiddetta ‘quarta gamma’, ovvero le verdure e gli ortofrutticoli freschi che, dopo la raccolta, sono sottoposti a processi tecnologici di minima entità finalizzati a garantirne la sicurezza igienica e la valorizzazione, seguendo le buone pratiche di lavorazione. La normativa detta una serie di parametri vincolanti sulla sicurezza alimentare e sulla qualità che devono essere rispettati nel ciclo produttivo e nella distribuzione dei prodotti di quarta gamma. Dal 13 agosto 2015, ad esempio, è scattato l’obbligo per tutti i produttori e per la distribuzione di garantire il rispetto della catena del freddo a una temperatura uniforme e costantemente inferiore agli 8°C lungo tutto il percorso che va dalle linee di confezionamento ai banchi refrigerati dei punti vendita. Insomma è la catena del freddo l’unico vero conservante a tutela di freschezza e qualità.
La sicurezza dei prodotti di quarta gamma, sottolinea l’associazione, è garantita dai numerosi controlli che vengono effettuati lungo tutta la filiera produttiva e che i tempi che intercorrono tra la raccolta, la lavorazione e la vendita sono molto brevi affinché venga garantita la freschezza del prodotto.
La qualità e la sicurezza dal punto di vista igienico degli ortofrutticoli di quarta gamma vengono preservate attraverso lavaggio e asciugatura accurati. Il lavaggio, per il quale la normativa nazionale prevede almeno due vasche a ricambio continuo di acqua, avviene con acqua potabile e attraverso sistemi tecnologici avanzati che – a differenza del lavaggio domestico – garantiscono un prodotto sicuro e conforme a legge. È per questo motivo che il ministero della Salute consente di commercializzare il prodotto come “lavato e pronto al consumo“.