Maltempo, geologi Basilicata: “Modello sottosuolo per evitare frane”

La frana che ha interessato il centro storico di Pomarico (Matera) in questi giorni rappresenta “solo l’ultimo degli eventi disastrosi che ha colpito il nostro territorio e che ha messo per l’ennesima volta in ginocchio una comunita’ intera, dissestando e danneggiando numerose abitazioni civili e infrastrutture; la principale strada di collegamento con i borghi vicini e la rete infrastrutturale; le reti idriche, fognanti ed elettriche ed alcune attivita’ commerciali”.

A sottolinearlo in una nota l’Ordine dei Geologi di Basilicata secondo cui la frana “e’ in gran parte riconducibile alla riattivazione rapida di un preesistente corpo di frana; infatti, solo in parte sembra aver coinvolto porzioni di versante integro. La sua attivazione e’ avvenuta mediante un movimento complesso in parte evolvente in colata.

Dal punto di vista dell’evoluzione spaziale e di attivita’, come evidenziato, nei giorni successivi all’evento, tale frana ha mostrato una distribuzione di spostamenti di tipo regressivo e in allargamento. Solo attraverso la definizione di un modello geologico di dettaglio del sottosuolo e’ possibile costruire in maniera sicura e in luoghi sicuri” afferma Gerardo Colangelo, presidente dell’Ordine dei Geologi di Basilicata. “L’aumento del numero di frane verificatesi in Italia, dal dopoguerra ad oggi, va innanzitutto attribuito all’occupazione e allo sfruttamento sfrenato di aree naturali legate ad una pianificazione del territorio discutibile e solo parzialmente a variazioni di tipo meteo-climatico” conclude Colangelo.