“Tra la sicurezza e anche l’attenzione alle persone l’emergenza, incrocerei le dita, ma potremmo ritenere che stia cessando”. Cosi’ il prefetto di Bologna, Patrizia Impresa, al termine del vertice in Prefettura con Protezione civile, Regione, Comuni e forze dell’ordine, sull’esondazione del Reno che ha colpito la Bassa Bolognese.
“Fuori casa – ha detto il prefetto – rimangono ancora pochissime persone. Una parte e’ stata evacuata subito, e poi e’ rientrata, una parte anche se alluvionata non e’ voluta uscire. Credo che in questo momento le persone fuori casa saranno una decina in tutto, a fronte di un circa 350 persone sfollate calcolate nella zona rossa”.
Quanto alle cause dell’esondazione “saranno i rilievi” a fare chiarezza. Ad ogni modo, ha aggiunto, “l’argine credo sia venuto giu’ perche’ non ha retto la piena determinata dall’acqua specie di notte. Poi c’e’ stato un aumento delle temperature che ha fatto sciogliere le nevi e la portata del fiume e’ diventata piu’ cospicua. Gli argini crollano qualche volta”.
“Ieri – ha detto Impresa – la giornata di emergenza piena Reno e’ iniziata con una sorta di attenzione e di prevenzione sotto il profilo meteo”, poi “nel corso della giornata si e’ trasformata in una realta’ piu’ pericolosa, e’ scattato un allarme perche’ la piena ha esondato, prevalentemente perche’ l’argine non ha retto, circa 30 metri con 2-3 metri di profondita’, e questo ha determinato, per quanto fossimo allertati, la necessita’ di prestare soccorso”.
E’ stata delineata la zona rossa, ricorda il prefetto, ma “durante la notte il deflusso dell’acqua si e’ spostato da Castel Maggiore ai comuni limitrofi dove pero’ le persone hanno preferito quasi tutte rimanere all’interno delle case. Questo ha generato una preoccupazione perche’ le strade si sono interrotte”. Le persone erano comunque “monitorate, stamattina sono stati prestati i soccorsi e quindi a oggi possiamo dire che ci sono situazioni di disagio ma non di pericolo. Ora bisognera’ provvedere a rimettere a posto queste abitazioni. Le persone vogliono rientrare, molte sono rientrate a casa. Bisogna fare conta dei danni”.
I tempi di ripristino della situazione nella Bassa Bolognese, colpita dall’esondazione del Reno, “credo che saranno molto brevi per quanto riguarda un ripristino immediato. Gia’ da questa notte l’argine e’ stato messo in sicurezza. Sono iniziati i lavori, si sta provvedendo a ricostruirlo in modo da reggere su quel lato. Nel frattempo si e’ partiti con un’attivita’ di assistenza alle persone e di assistenza diretta ai luoghi, quindi alle abitazioni”.
Per ripulire case, scantinati e quant’altro, ha aggiunto, “sono gia’ pronte squadre di volontari che affiancheranno i vigili del fuoco”. In piu’ e’ stato “predisposto anche su Bologna, a Borgo Panigale, una squadra anti sciacallaggio di polizia e carabinieri, e un punto di Polizia nuovo a Castel Maggiore e Argelato”.
Tra Castel Maggiore e Argelato, i comuni della Bassa Bolognese piu’ colpiti dall’esondazione del Reno, “ci sono casi isolati di blackout che stiamo gestendo in coordinamento con i vigili del fuoco ma nessuna criticita’ per la fornitura di energia elettrica”. Lo fa sapere Enel.
