Masha e Orso è davvero un innocente cartone animato? Ecco cosa hanno scoperto alcuni esperti

MeteoWeb

Masha e Orso è uno di quei cartoni animati che sono entrati in punta di piedi nei palinsesti delle televisioni italiane dedicate ai bambini e che si sono imposti su molti altri. I piccoli vanno pazzi per la monellina Masha e per il burbero e tenero Orso. Ma da un paio d’anni alcuni esperti, analizzando la serie animata, hanno teorizzato una sorta di complotto che potrebbe in realtà celarsi dietro alle vicende raccontate puntata per puntata. Come si legge sul quotidiano britannico The Times, dietro ai due personaggi principali del cartone, prodotto da uno studio di Mosca e ideato da Oleg Kuzovkov, si celerebbero simboli sovietici con espliciti riferimenti a Putin e al Cremlino. Secondo il Times, dunque, si tratterebbe di vera e propria propaganda russa. Gli esperti intervistati dal quotidiano britannico sono convinti che la bimba e il suo fedele compagno Orso siano solo dei simboli: Masha come emblema di Putin, e Orso della Russia.

A teorizzare questa ipotesi è in particolare il professor Anthony Glees, esperto di Intelligence e docente all’Università di Buckingham. “Masha – spiega Glees – è un personaggio esuberante ma allo stesso tempo cattivo e impavido, parla spesso del suo fisico, del suo peso leggero e non è inverosimile vedere in lei tratti che ricordano Putin“. E in diversi Paesi vicini alla Russia queste teorie sono ferme convinzioni. Il Times racconta infatti come la Comunication School di Tallin si sia lamentata del fatto che Orso sia evidentemente simbolo della Russia e come il suo carattere affettuoso e giocoso non sia altro che un modo per arginare l’immagine negativa della nazione.

In Lituania, addirittura, sul banco degli imputati è finito in particolare un episodio in cui Masha indossa un cappello sovietico e difende il suo giardino dai ladri di carote. Secondo i complottisti si tratta di un messaggio subliminale che indica come la Russia sia pronta a difendere i propri confini dagli invasori. Queste teorie propagandistiche e complottistiche sono state giudicate ridicole dai media russi e frutto di una sorta di “Russofobia” tipica, a loro dire, dei Paesi Baltici. Ma intanto la serie animata continua a spopolare in tutto il mondo, compreso il nostro Paese, e per rendersene conto basta dare un’occhiata al canale YouTube che conta milioni di iscritti.