Quando si tratta di meteo si ha la “memoria corta”: lo si ricorda solo per pochi anni

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I ricercatori dell’Università della California di Davis hanno monitorato oltre 2 miliardi di commenti su Twitter, scoprendo che quando si tratta di meteo si ha la “memoria corta“: secondo quanto spiegato sulla rivista dell’Accademia americana di scienze (Pnas), in generale le persone tendono a pubblicare messaggi su Twitter quando le temperature sono insolite in un particolare periodo dell’anno (il caldo o freddo eccessivi sembrano rendere le persone infelici e scontrose).
Se le temperature insolite si ripetono anno dopo anno, il numero dei commenti cala rapidamente, anche se si continuano ad esprimere sentimenti negativi: l’idea di tempo normale – secondo lo studio – si riferisce a ciò che è accaduto negli ultimi 2, massimo 8 anni, e si finisce per dimenticare completamente di com’era in precedenza, con il rischio di considerare normale quello che non lo è, come i cambiamenti climatici. “Stiamo vivendo condizioni che sono storicamente estreme, ma potremmo non percepirlo, se ci dimentichiamo di ciò che è accaduto più di 5 anni fa,” ha spiegato la coordinatrice dello studio”.

I ricercatori hanno analizzato 2,18 miliardi di tweet pubblicati tra marzo 2014 e novembre 2016, per scoprire quali temperature avessero suscitato più commenti: hanno rilevato che ciò accadeva in particolare quando le temperature erano particolarmente calde o inaspettatamente fredde a marzo.