Ondata di freddo polare negli USA: i morti salgono a 21, nel weekend brusca impennata delle temperature

Sono 21 finora le vittime negli Stati Uniti, causate dall’ondata di freddo polare che ha colpito in particolare il Midwest: lo rende noto il New York Times, citando funzionari del governo e precisando che tra le vittime c’è uno studente dell’università dell’Iowa.
Centinaia di persone sono state ricoverate negli ospedali per ipotermia e congelamento, ed alcune che potrebbero perdere un braccio o una gamba.
Circa 250 milioni gli americani colpiti dall’emergenza, con gli esperti che hanno chiesto di non uscire poiché stare all’esterno anche solo per 5 minuti potrebbe portare al congelamento. Scuole e uffici pubblici sono stati chiusi, migliaia di voli sono stati cancellati. Solo nello scalo di Chicago O’Hare, dove si sono toccati -31°C con raffiche di vento alla velocità di 52 km/h, 1.600 velivoli non sono potuti decollare. Ieri nella città dell’Illinois sul Lago Michigan, la temperatura percepita ha raggiunto i -50°C a causa del wind chill. Madison, nel Wisconsin ha battuto il suo record del 1985, con minimi di -32°C ieri mattina.
Con l’aumento delle temperature nel sud-ovest, la tempesta si è spostata più a est, estendendo le condizioni artiche su un’area che va da Buffalo a Brooklyn. Nella parte occidentale di New York, si sono registrati fino a 51 cm di neve. Secondo gli esperti, nei prossimi giorni si registrerà una brusca impennata delle temperature che arriveranno a toccare valori primaverili.