I primi sit-in di “Venerdì per il clima” (Friday for future) si sono svolti lo scorso dicembre a Milano: in seguito si sono attivati gruppi in numerose città, da nord a sud, come Pisa, Torino, Roma, Genova, Bari, Napoli, Venezia, Bologna, Firenze, Catania.
Le manifestazioni precedono la grande mobilitazione prevista il 15 marzo: il “Global Strike For Future“, che ha l’obiettivo di chiedere ai decisori politici misure concrete contro i cambiamenti climatici.
“Di fronte all’inerzia dei governi, l’ondata di giovani che reclamano un futuro non devastato da catastrofi climatiche impone una riflessione a tutti i livelli”, ha dichiarato il Direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini, “auspichiamo che anche in Italia il movimento si allarghi, come sta avvenendo con sorprendente successo in altri Paesi”.
il Direttore esecutivo Sergio Andreis ha aggiunto: “Con l’aggravarsi della crisi climatica, la continua messa in guardia del mondo scientifico che lascia tutti e tutte senza alibi, i timidi e insufficienti sostegni alle soluzioni dell’economia verde e circolare da parte dei Governi – con gli enormi sussidi per le fonti energetiche fossili, i venerdì per il clima verso lo sciopero e la marcia in programma in tutto il mondo per il prossimo 15 marzo sono un grande segnale di speranza. Guardiamo con ammirazione a Greta Thunberg e a tutti ragazzi e le ragazze che anche in Italia stanno organizzandosi per far sentire la propria voce, mettiamo a disposizione le nostre competenze e li sosteniamo con convinzione: come ci ricordano loro e come insiste a ricordarci l’IPCC: il tempo di agire è adesso”.


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