Vino: “Il senza solfiti sarà il futuro, l’Italia guidi la svolta”

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Pochi anni fa il biologico sembrava un’utopia, in molti ci hanno creduto e ora è diventato un consumo di massa. Se è vero che il vino è un piacere, ora sappiamo che può essere un piacere senza mal di testa. Sono convinto che il vino senza solfiti sarà il futuro del vino e spetta all’Italia, grandissimo produttore, guidare questa svolta”. Ad affermarlo Federico Fazzuoli, conduttore tv e produttore di vini toscani biologici, che ha messo recentemente in produzione ‘Il Senza Solfiti‘, un vino rosso che ha una percentuale di solfiti aggiunti del 10% , quindi molto più bassa di quella permessa dal regolamento europeo.
Un vino viene detto biologico, infatti, quando proviene da uve 100% biologiche coltivate senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi e cioè concimi, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi e senza la presenza di organismi geneticamente modificati. Inoltre, in cantina la vinificazione deve avvenire usando soltanto i prodotti autorizzati dal regolamento europeo che ha stabilito un limite all’uso dell’anidride solforosa totale. (per i rossi secchi di 100mg/l e per i bianchi secchi di 150mg/l). In pratica, nel linguaggio comune si parla di solfiti intendendo l’anidride solforosa e i solfiti che vengono impiegati in aggiunta a quelli naturali, per la preparazione e la conservazione degli alimenti.