Brutta storia quella che negli ultimi giorni ha coinvolto YouTube, il noto sito di condivisione video: tutto è scoppiato dopo un video caricato sulla stessa piattaforma da uno youtuber semisconosciuto di nome Matt Watson, che dimostrava come e quanto fosse facile avere accesso a questi video (sia chiaro, non di abusi, ma fortemente allusivi in cui sono coinvolti minori).
Quello che è stato dimostrato è che tramite un semplice stratagemma come creare un account nuovo sulla piattaforma, e fare determinate ricerche tramite parole chiave, oltre a fare vedere questo tipo di contenuti, il sito ne consigliava altri, innescando quindi un circolo di pedofilia soft-core aiutato dall’algoritmo e basato sui i video visti in precedenza.
“Il pericolo reale, è che potrebbe essere un catalizzatore di atteggiamenti predatori, e soprattutto un mezzo per facilitare i pedofili a connettersi l’uno con l’altro”, spiega Matt Watson
Non è tardata la risposta di YouTube che ha fatto sapere tramite Twitter di aver chiuso oltre 400 canali, rimosso migliaia di video e segnalato all’autorità i commenti illegali, aggiungendo che c’è molto da fare e che implementeranno il loro team con l’obiettivo di tenere le persone al sicuro.
Azione questa, intrapresa anche dopo la reazione dei maggiori inserzionisti della piattaforma: Walt Disney, Nestlé, Epic Games ed altri ancora che hanno sospeso gli investimenti pubblicitari, dopo aver notato che i loro annunci scorrevano proprio sui video indicati da Watson.
Il nodo focale della della questione resta sempre quello del controllo e della sicurezza, una bilancia difficile da tenere in equilibrio, specialmente quando l’etica risulta rilevante solo se va di pari passo con gli interessi economici.



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