“Mi dispiace molto per Ballard che era un ottimo alpinista ma a Nardi dissi più volte di non percorrere quella via. Tre anni fa quando era venuto a Castel Firmiano (Bolzano, ndr) gli avevo detto di non andare. Anche Moro gli aveva consigliato di evitare quella via“. E’ quanto dichiarato all’Agi da Reinhold Messner, l’unico alpinista che ha affrontato per necessità e in discesa, lo Sperone Mummery lungo la parete Diamir del Nanga Parbat. Era il 1970 e non era inverno, ma giugno. Messner era con il fratello Guenther, che venne travolto ad una quota più bassa rispetto a quella dove sono stati individuati i corpi di Daniele Nardi e Tom Ballard.
“Noi eravamo scesi un po’ più a destra – ricorda Messner -. Dovevano scendere da quella parte altrimenti saremo morti tutti e due. Mio fratello è morto molto più in basso. E’ difficile poter capire la dinamica da un semplice fotogramma ma, a mio parere, sono morti travolti da una valanga – dice Messner -. In quella zona ci sono tre canali da dove scendono valanghe con blocchi di ghiaccio. Anche il basco Txikon impegnato nei soccorsi a sua volta ha rischiato molto perché è stato sfiorato da almeno due slavine. Gli errori in montagna sono solo dell’uomo, la via Munmery è pericolosa e non solo difficile. Io come avevo detto a Nardi non sarei mai andato“.
“Il pensiero va alle famiglie – conclude Messner -. Finché i suoi parenti non toccheranno con mano il proprio caro e non avranno la possibilità di capire, sarà molto difficile elaborare il lutto. L’ho visto con la mia famiglia: quando è stato ritrovato mio fratello. Dopo tanti anni avevo portato i miei fratelli, i genitori non c’erano più, nella valle del Diamir dove abbiamo sepolto e ricordato Guenther con una semplice cerimonia”.


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