Artrite: ecco l’azione che aiuta a prevenire il deterioramento della cartilagine

L'artrite colpisce milioni di persone in tutto il mondo: ecco l'attività che consente di bloccare l’azione delle molecole infiammatorie associate al disturbo, aprendo la strada verso un approccio terapeutico totalmente nuovo

L’attività fisica aiuta a prevenire il deterioramento della cartilagine causato dall’osteoartrite, secondo un nuovo studio dei ricercatori della Queen Mary University of London. I ricercatori hanno dimostrato per la prima volta come le forze meccaniche subite dalle cellule nelle articolazioni durante l’attività fisica impedivano il deterioramento sopprimendo l’azione delle molecole infiammatorie che causano l’osteoartrite. Lo studio, pubblicato sulla rivista Osteoarthritis and Cartilage, dimostra i benefici dell’esercizio fisico sui tessuti che formano le articolazioni e come questo sia da ricondurre a strutture dalle dimensioni di un capello, chiamate cilia primarie.

Durante l’esercizio, la cartilagine delle articolazioni, come nei fianchi o nel ginocchio, è schiacciata. Questa deformazione meccanica è rilevata dalle cellule viventi nella cartilagine, che bloccano l’azione delle molecole infiammatorie associate a condizioni come l’artrite. I ricercatori dimostrano che questo effetto antinfiammatorio dell’attività fisica è causato dall’attivazione di una particolare proteina, chiamata HDAC6, che innesca cambiamenti nelle proteine che formano le cilia primarie. I farmaci che bloccavano l’attivazione di HDAC6 impedivano questi effetti antinfiammatori dell’attività fisica, mentre altri trattamenti erano in grado di riprodurre i benefici dell’esercizio fisico.

I cambiamenti nella lunghezza delle cilia primarie fornivano un biomarcatore del livello di infiammazione. Le cilia diventavano più lunghe durante l’infiammazione ma i trattamenti che impedivano questo allungamento impedivano anche l’infiammazione stessa.

I ricercatori suggeriscono che questi risultati potrebbero portare ad un approccio terapeutico totalmente nuovo in cui i farmaci simulano l’effetto delle forze meccaniche per prevenire gli effetti dannosi dell’infiammazione. I ricercatori sperano che questi risultati aiuteranno nella ricerca di trattamenti contro l’artrite, che colpisce milioni di persone in tutto il mondo.