Astronomia: scoperta stella misteriosa, riaccende l’ipotesi degli alieni

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Dopo la celebre Stella di Tabby, un altro astro solleva numerosi interrogativi: la prima, denominata ufficialmente KIC 8462852, si trova a circa 1500 anni luce dalla Terra, ed è una singolare stella che ha catturato l’attenzione degli scienziati e l’immaginazione del pubblico con la sua luminosità stranamente fluttuante; la seconda, Epic 204376071 (440 anni luce dalla Terra), mostra oscillazioni molto più marcate che fanno rispuntare l’ipotesi “strutture aliene“.
La scoperta, pubblicata su Royal Astronomical Society e guidata dal Massachusetts Institute of Technology (Mit), promette di far discutere gli astronomi.
Epic 204376071 è una stella di classe M, più piccola e fredda della Stessa di Tabby: quest’ultima ha fatto registrare una percentuale di occultazione del 22%, nulla in confronto al 90% di Epic 204376071. Inoltre, l’occultazione di quest’ultima è di tipo asimmetrico, cioè la stella viene occultata da un’ombra più lunga che larga.
L’evento di occultazione è stato osservato una sola volta: gli autori dello studio ipotizzano che a oscurare la nana rossa potrebbe essere stato un ammasso fluttuante di polveri e detriti, oppure l’anello di un pianeta simile a Saturno.

C’è da dire che finché non si troverà una spiegazione, tante le ipotesi restano in campo, tra cui quella delle “strutture aliene”.

L’ipotesi delle “megastrutture” aliene

Il calcio d’inizio viene dato da una ricercatrice di Yale, Tabetha (“Tabby”) Boyajian, che aveva pubblicato con alcuni colleghi un articolo sul server ArXiv in cui si parlava di una stella nella costellazione del Cigno con caratteristiche decisamente insolite. La stella, presto ribattezzata appunto stella di Tabby, presentava una serie di fluttuazioni di luce con un periodo di circa 100 giorni – come se una grande numero di oggetti di forma irregolare le stesse passando davanti oscurandola temporaneamente. Osservata dal telescopio Kepler della NASA, KIC 8462852 veniva catalogata come stella di tipo F (leggermente più grande e più calda del nostro Sole) e si trova a 1.480 anni luce da noi. Nel giro di pochi mesi la notizia è diventata virale, toccando il culmine quando un gruppo di astronomi della Pennsylvania State University aveva diffuso un nuovo studio secondo cui la “bizzarra curva di luce” della stella di Tabby poteva essere “coerente con l’ipotesi della vita aliena”. La teoria è poi arrivata alle orecchie dello statunitense SETI Institute, che alla fine del 2015 ha puntato verso la stella il suo Alien Telescope Array per cercare eventuali tracce di civiltà aliena. Cosa ha trovato il telescopio? Nulla, o quantomeno nessun omino verde.

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