Una vittoria stracciante in Basilicata, i selfie e quel rito propiziatorio di Salvini: ecco gli ingredienti che hanno fatto ‘abdicare’ la sinistra dopo 30 anni

Il centrodestra, con il neo governatore Vito Bardi, ha stravinto le elezioni regionali in Basilicata, staccando di quasi dieci punti il centrosinistra guidato da Carlo Trerotola e di oltre 20 Antonio Mattia, candidato del Movimento 5 Stelle. Quest’ultimo si qualificherà quasi sicuramente, a fine scrutini, come primo partito ma non è bastato per vincere. Questa mattina Matteo Salvini ha esultato per la stracciante vittoria e sui social ha già prospettato la prossima battaglia: quella dell’appuntamento elettorale del 26 maggio con le Europee. “La Lega in un anno – ha scritto sui suoi amati social il vicepremier e leader del partito di centrodestra – triplica i voti, vittoria anche in Basilicata! 7 a 0, saluti alla sinistra e ora si cambia l’Europa“. Sono trascorse quasi dodici ore dalla chiusura dei seggi, ma la vittoria di Bardi è certa con un netto 42% di preferenze. In Basilicata ha votato il 53,8% degli aventi diritto rispetto al 47,6 del 2013. Per il termine dello scrutinio mancano solo poche decine di sezioni.

E intanto Matteo Salvini ha già dedicato un post ai lucani omaggiandoli con un deciso “GRAZIE!?” seguito da una precisazione tipica del nostro ministro degli Esteri: “La Lega in un anno triplica i voti, vittoria anche in Basilicata!? 7 a 0, saluti alla sinistra e ora si cambia l’Europa“. Ma ora che la vittoria è assodata ed indiscutibile i più scaramantici fanno un salto indietro di qualche giorno e individuano, tra gli innumerevoli selfie del nostro vicepremier, quelli che potrebbero davvero avergli portato fortuna in questa grande sfida, ovvero quella di spodestare 30 anni di sinistra al potere in Basilicata. Risalgono infatti al 22 marzo le foto diffuse dalle agenzie stampa che mostrano un Salvini in versione turista tra i Sassi di Matera mentre fa il gesto portafortuna tipico della zona: bacia un cuccù. I cuccù non sono altro che i fischietti della tradizione lucana che hanno sempre avuto un forte valore scaramantico per la popolazione locale.

Stefano Cavicchi/LaPresse

Un tempo –  si legge sul sito web ilbottegaccio.itvenivano murati nei camini per allontanare dalle abitazioni gli spiriti maligni e sempre per la stessa ragione venivano posti sulle culle dei neonati non ancora battezzati. I figli maschi ne ricevevano uno in dono in tenera età come augurio di futura felicità”. Il Cuccù ha la forma stilizzata di un gallo e in passato veniva regalato ai bambini il giorno di Pasquetta.

E il dilemma, per i fatalisti e per tutti coloro che sono molto legati ai riti propiziatori, resta: questa ‘super’ vittoria è dovuta alla bravura dei partiti di centrodestra e al fallimento del centrosinistra, o si tratta del risultato di qualche affascinante rito propiziatorio anti malocchio? Chissà. Lo scopriremo, forse, almeno fra cinque anni.