Il ciclone Idai, che ha devastato il Mozambico, si è abbattuto anche su Zimbabwe e Malawi: anche in questi due Paesi i team di Medici Senza Frontiere sono in azione per raggiungere le comunità colpite e finora rimaste isolate.
In Zimbabwe un’équipe di Msf è riuscita a entrare nel distretto di Chimanimani, per giorni rimasto isolato, dove il ciclone ha provocato 154 morti, 162 feriti e circa 5000 sfollati. I danni in quest’area sono immensi, molte strade sono state spazzate via per chilometri, diversi ponti sono crollati e l’unico modo per raggiungere alcune comunità è a piedi. In alcune aree l’acqua ha spazzato via intere case, negozi e fattorie. Molte famiglie non hanno più di che vivere né medicine. Gli acquedotti sono stati distrutti e l’acqua potabile è un problema.
In Malawi le forti piogge sono iniziate il 3 marzo, dando avvio al sistema meteorologico che si è trasformato nel ciclone Idai: le inondazioni hanno colpito la maggior parte del distretto di Nsanje, nel Malawi del sud, con circa 16.000 famiglie colpite secondo i dati ufficiali. Le piogge ora sono in gran parte cessate e l’accesso alle aree colpite sta migliorando, ma alcune di esse sono ancora sott’acqua o isolate, con limitata possibilità di comunicazioni telefoniche. Un enorme numero di case è crollato. Migliaia di persone si trovano in campi sfollati e ripari di fortuna come scuole e chiese, e servirà un enorme sforzo di ricostruzione nelle prossime settimane.
Ciclone Idai: Medici Senza Frontiere sul campo per raggiungere le comunità colpite e isolate


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