Ciclone Idai: lo strazio delle sepolture di massa in Mozambico

Continuano i ritrovamenti delle vittime nel fango o sugli alberi, dove avrebbero tentato in molti di salvarsi la vita dalla furia delle inondazioni dovute al ciclone Idai

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Si torna nelle città sommerse da quell’onda di fango che ha travolto tutto quello che si trovava di fronte, ed emergono le vite strappate dal disastro. Tante le vittime rinvenute nel fango o a galla nell’acqua e qualcuna anche sugli alberi dove aveva trovato rifugio.

Oggi  vi è stata una sepoltura di massa per 37 vittime del ciclone Idai nel distretto di Sussungenga in Mozambico, decedute dopo giorni di stenti mentre cercavano riparo sugli alberi per scampare alle alluvioni. Le autorità locali riferiscono di aver recuperato i corpi in stato di decomposizione avanzata nel territorio di Dombe, attraversato dai fiumi Lucite e Mussapa.

L’ufficio tecnico locale ha sottolineato che le persone colpite dalle alluvioni a seguito del ciclone hanno dovuto attendere per troppi giorni l’arrivo dei soccorsi e probabilmente hanno perso le forze, affamate e infreddolite. Molti dei nostri compatrioti sono stati trascinati via dai fiumi. E’ ormai difficile pensare che ci possano ancora essere sopravvissuti“, riferisce il governatore della provincia di Manica in riferimento a una sessantina di abitanti scomparsi nelle vicinanze di fiumi popolati da coccodrilli. 

Dagli ultimi bilanci ufficiali diffusi dalle autorità mozambicane le vittime del ciclone Idai  sarebbero almeno 534 e man mano che gli operatori sanitari ed umanitari raggiungono i territori colpiti nei dintorni di Beira vengono recuperati corpi senza vita.

Ma purtroppo non ci sono solo vittime del ciclone e delle conseguenti alluvioni, a questi infatti si aggiungono i primi morti di colera. Almeno 3 mila persone sarebbero in cura per diarrea acuta sintomo precoce del colera mentre 5 sono già i casi confermati. Intanto a Beira è scattata anche l’allarme malaria e febbre tifoide.