Cresce sui social la mobilitazione degli studenti italiani in vista del primo sciopero globale per il Clima, venerdì 15 marzo. Si tratta di un evento inedito di portata mondiale, promosso dal movimento “Friday for Future”, ispirato dalla giovanissima attivista svedese Greta Thunberg, che da agosto scorso ogni venerdì è davanti al Parlamento del suo Paese per denunciare la gravita’ della situazione climatica e per chiedere il rispetto degli accordi di Parigi sulla riduzione delle emissioni e del riscaldamento globale.
I ragazzi italiani hanno aderito con qualche settimana di ritardo alla protesta che da mesi sta montando in tutto il mondo. Ma in questi giorni hanno iniziato ad organizzare presidi e manifestazioni attraverso le pagine di Facebook e i gruppi WhatsApp.
Il 15 marzo la protesta studentesca andrà in scena in decine e decine di città: da Milano a Roma, da Firenze a Genova, da Bari a Trieste, Verona, Perugia, Parma, Rimini, Taranto, Brindisi, Mantova, Udine, Pisa, Modena e tante altre ancora.
“Agire in gruppo è un ottimo antidoto contro l’eco-ansia ed è anche un modo molto potente per farsi ascoltare” si legge nel comunicato ufficiale di “Friday for future Italy” che aggiunge: “Grazie alla nostra azione, chiediamo che coloro che sono al governo e hanno il potere di prendere le decisioni capiscano la gravita’ della situazione e ascoltino le nostre richieste per risolvere il problema dei cambiamenti climatici, senza esitazioni, per il bene delle nuove generazioni e di tutto il pianeta”.
Il movimento si definisce spontaneo e privo di riferimenti politici. In Italia hanno aderito varie organizzazioni, tra le quali Federconsumatori, Legambiente, Marevivo, Lav, No Triv, Federparchi. Le scuole italiane non hanno alcuna funzione di coordinamento nella protesta studentesca, come confermano il Miur e il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli.
Però in Inghilterra e in Belgio ci sono insegnanti che premiano con crediti aggiuntivi gli studenti che partecipano agli scioperi per il Climae che dimostrano il loro serio impegno attraverso foto e documenti da loro prodotti a favore di questa causa. Certamente lo sciopero del 15 marzo sta avendo una eco molto forte, inimmaginabile fino a poco tempo fa. A prendere posizione sono anche le organizzazioni studentesche.
Gli studenti del Link Coordinamento Universitario denunciano che “il cambiamento climatico sta distruggendo il Pianeta sempre più velocemente: siccità, carestie, eventi meteorologici fuori dall’ordinario e temperature fuori da ogni norma hanno già messo in ginocchio diverse aree della Terra, costringendo alla migrazione forzata intere popolazioni. Ma, come giovani che dovranno vivere in un mondo che sara’ la diretta conseguenza delle misure adottate o non adottate nei prossimi 12 anni, non staremo a guardare mentre questa battaglia si gioca sul nostro futuro e sulle vite della maggior parte della popolazione mondiale”.
