Clima, l’esperto: “dobbiamo prepararci ad altre tempeste come ‘Vaia’ di ottobre 2018 sulle Alpi”

Dobbiamo essere preparati ad affrontare altri eventi meteorologici estremi come la tempesta Vaia che ha flagellato le montagne del nord-est: per capire quando e perche’ si sviluppano, pero’, servono piu’ risorse per fare ricerca, mentre in Italia in questo momento si sta disinvestendo e l’agenzia meteorologica nazionale Italia Meteo e’ ferma“. A lanciare l’allerta e’ Dino Zardi, fisico dell’atmosfera dell’Universita’ di Trento. “Proprio in questi giorni stiamo lavorando a un progetto internazionale di grande scala, chiamato TEAMx, per studiare fenomeni estremi che colpiscono le Alpi: faremo campagne di misura di grande estensione sul territorio montano per capire lo sviluppo di determinati meccanismi per poi riprodurli al meglio con i nostri modelli matematici che girano sui calcolatori“, racconta Zardi. Molti i Paesi coinvolti: “partecipano Germania, Francia, Svizzera, Austria, Croazia, Slovenia, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti. L’Italia – ricorda l’esperto – si presenta con una cordata fatta da universita’, il Cnr, il dipartimento della Protezione Civile e diversi servizi meteorologici regionali, ma al momento siamo l’unico Paese partecipante senza risorse. In agosto, a Rovereto, prepareremo la proposta con cui verra’ fatta la richiesta di fondi alle varie agenzie nazionali di finanziamento della ricerca, e per questo lancio un appello affinche’ l’Italia non manchi questo appuntamento. Inoltre, a settembre, il nostro Paese tornera’ ad ospitare dopo 21 anni la Conferenza internazionale di meteorologia alpina: un evento molto importante – conclude Zardia cui vorremmo invitare anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella“.