Ogni anno 400 mila italiani sviluppano una parodontite, andando ad aggiungersi ai 20 milioni con gengive infiammate; 8 milioni con una parodontite grave e 3 milioni che rischiano per questo di perdere denti.
Per individuarli nel modo migliore e stabilire la terapia personalizzata più efficace per ciascuno, arriva la nuova classificazione delle malattie parodontali, presentata dalla Società italiana di Parodontologia e implantologia (SidP) in occasione del XIX Congresso Internazionale Personalized Periodontology, che si chiude oggi a Rimini.
Dunque, se la diagnosi di parodontite era finora una fotografia, adesso diventa un ”film” di cui si può indovinare il finale per provare a cambiarlo se necessario. La nuova classificazione della malattia parodontale prevede quattro stadi diversi a gravità crescente, individuati tenendo conto della severità della malattia, la sua estensione e la complessità del trattamento, e tre gradi di rischio di un possibile peggioramento stabiliti valutando le caratteristiche del paziente, le altre patologie eventualmente presenti, i fattori di rischio predisponenti, lo stile di vita.

“La parodontite è una malattia innescata dalla placca batterica in grado di portare alla perdita di denti; intercettarla e bloccarla per tempo è fondamentale“, spiega Mario Aimetti, presidente SIdP. “Con la nuova classificazione, la diagnosi diventa ‘dinamica’ perché tenendo conto di molti più elementi possiamo prevedere meglio come si evolverà la malattia”.
In tal modo si potrà passare a una reale medicina di precisione, che indichi a ciascuno quel che è più indispensabile nel suo caso, dalla tipologia di intervento alla frequenza, la modalità e la strategia per le sedute di igiene dentale, per arrivare a trattamenti sempre meno invasivi e più personalizzati, ma soprattutto più efficaci per impedire la progressione della malattia.
“La nuova classificazione è peraltro condivisa a livello internazionale dall’European Federation of Periodontology e dall’American Academy of Periodontology: ciò implica che la diagnosi seguirà ovunque gli stessi criteri, sarà condivisibile e anche molto più oggettiva“, precisa Luca Landi, presidente eletto SIdP.
