Un fotografo naturalista britannico ha pubblicato le toccanti foto di un’elefantessa “tusker” di oltre 60 anni prima che morisse per cause naturali, una rarità considerano che quasi tutti questi esemplari sono vittima dei bracconieri a causa delle loro lunghe zanne d’avorio. L’autore delle meravigliose immagini che trovate nella gallery a corredo dell’articolo è Will Burrard-Lucas, che già aveva immortalato uno splendido leopardo nero africano qualche settimana fa, e che ha dichiarato di sentirsi “privilegiato” per aver scattato le ultime foto all’”Elefantessa Regina” del Kenya.
Imponente sul paesaggio keniano, questo esemplare è enorme e le sue zanne (in inglese “tusk”, da cui deriva “tusker”) si incurvano prima di raggiungere il suolo. Si tratta di un’osservazione rara e straordinaria: si stima, infatti, che in Africa esistano solo circa 20 di questi animali. Burrard-Lucas ha scattato una serie di immagini in bianco e nero dell’animale, che egli stesso definisce “Elefantessa Regina”, mentre vagava nel paesaggio naturale dello Tsavo National Park, in Kenya. Ha scattato le immagini in collaborazione con Tsavo Trust, un’organizzazione non profit locale, con la speranza di aumentare la consapevolezza e la conoscenza su questi animali.
Il soggetto delle foto di Burrard-Lucas è un’elefantessa conosciuta come F-MU1: poco dopo l’ultimo scatto, è morta per cause naturali. “È stato incredibile. Soprattutto in questo momento in cui questi elefanti dalle lunghe zanne sono così rari”, ha dichiarato Burrard-Lucas. Il fotografo ha aggiunto di essere rimasto “senza parole” quando si è imbattuto in questa enorme elefantessa. “F-MU1 era magra e vecchia ma ha fatto passi avanti con maestosa grazia. Era come una reliquia di un’epoca passata”, ha commentato. “Mi sento fortunato di aver trascorso con lei i suoi ultimi momenti. È morta naturalmente rispetto ad altri tusker che sono morti per mano dei bracconieri. È sicuramente una vittoria che abbia vissuto una vita piena e naturale”, ha aggiunto.
Il fotografo ha vissuto per un certo periodo in Tanzania quando era bambino e questo ha scatenato il suo interesse per la fotografia naturalistica. “I miei primi ricordi sono di safari e natura e da allora ho avuto questa passione per il mondo naturale”, ha raccontato. Ha scattato le immagini dell’elefantessa con uno strumento noto come “Beetlecam”, che permette di scattare foto ravvicinate degli animali nel loro habitat naturale senza disturbarli. “Nel corso degli anni l’ho utilizzato in vari progetti e in questo progetto mostra e sottolinea davvero le dimensioni di questi animali. Spero che le persone siano ispirate ad interessarsi al mondo naturale e se lo desiderano, a sostenere le organizzazioni come Tsavo Trust che stanno lavorando molto bene per mantenere questi animali protetti”, ha spiegato il fotografo.
Utilizzando la Beetlecam, ha scattato immagini a livello del suolo dell’elefantessa che beveva da una pozza. In una delle foto, l’esemplare è in piedi maestosa, con le zanne e la proboscide sollevate in aria. “Quella foto è una delle mie preferite. Fondamentalmente, l’ho vista bere e si stava alzando. Ma è stata una specie di corsa contro il tempo prima che finisse di bere e andasse via. Mi ha ricordato un mammut”, ha spiegato. La siccità in corso ha reso la vita difficile agli elefanti, sia giovani che vecchi. Secondo Burrard-Lucas, c’era poco da mangiare, fatta eccezione per qualche ramo di acacia.
Queste fotografie faranno parte di un libro, concepito da Tsavo Trust come un mezzo per aumentare la consapevolezza ma anche i fondi, chiamato “Land of Giants” (“La Terra dei Giganti”), insieme ad altre 150 scatti degli elefanti di Tsavo. In un post sul suo blog, il fotografo ha spiegato che l’esemplare aveva vissuto periodi di bracconaggio e che era un miracolo che fosse riuscita a sopravvivere a quelle esperienze traumatiche. Burrard-Lucas spera inoltre che le sue foto possano portare un messaggio incoraggiante: “Trovo che le foto siano ispiratrici perché è molto positivo e incoraggiante pensare che ci sono ancora elefanti come questi lì fuori: non sono stati cacciati o preda di bracconaggio”, ha aggiunto.
Tsavo Trust coopera con Kenya Wildlife Service per fornire supporto agli sforzi di conservazione. Burrard-Lucas ha spiegato che gli elefanti con queste zanne sono persino più rari del leopardo nero.
