Equinozio di Primavera: 11 cose scientifiche da sapere assolutamente

Alle 22:58 di oggi, 20 marzo, scatterà l’Equinozio di Primavera e giorno e notte avranno più o meno la stessa durata nella maggior parte del mondo. Ecco allora 11 cose da sapere sull’Equinozio di Marzo di cui potresti non essere ancora a conoscenza.

1. È anche l’Equinozio d’Autunno

L’Equinozio di Primavera nell’emisfero settentrionale coincide con l’Equinozio d’Autunno nell’emisfero meridionale.

2. Primo Equinozio dell’anno

È il primo equinozio dell’anno. Il secondo equinozio, quello d’Autunno, si verifica il 22-23 settembre di ogni anno. È l’Equinozio di Primavera dell’emisfero meridionale e l’Equinozio d’Autunno di quello settentrionale.

3. Primo giorno di Primavera

Nell’emisfero settentrionale, astronomi e scienziati utilizzano l’Equinozio di Primavera come segno dell’inizio della Primavera, che termina con il Solstizio d’Estate a giugno, quando inizia l’estate astronomica. Per i meteorologi, invece, la Primavera nell’emisfero nord inizia 3 settimane prima dell’Equinozio, quindi l’1 marzo, e termina il 31 maggio.

4. Un momento specifico nel tempo

Molte culture in tutto il mondo festeggiano l’intera giornata come Equinozio di Primavera. Tuttavia, in realtà, l’equinozio si verifica in un momento specifico nel tempo, cioè quello in cui il sole attraversa da sud a nord l’equatore celeste, la linea immaginaria nel cielo sopra l’equatore terrestre. In quel momento, l’asse della Terra non è inclinato da o verso il sole, ma è perpendicolare ai raggi del sole. Per l’Italia questo momento avverrà alle 22:58 del 20 marzo. Dopo l’Equinozio, l’emisfero nord inizierà ad inclinarsi verso il sole, il che implica l’allungamento delle giornate.

5. La data dell’Equinozio può variare

Ricordate quando l’Equinozio di Primavera è stato festeggiato il 21 marzo? L’ultima volta è stato nel 2007 e la prossima sarà nel 2101! Contrariamente alle credenze popolari, l’Equinozio di Primavera può verificarsi il 19, 20 o 21 marzo. Nel XXI secolo, si è verificato il 21 marzo solo per 2 volte: nel 2003 e nel 2007. Un Equinozio al 19 marzo sarà più frequente durante gli ultimi decenni del secolo. Queste date si basano sul momento dell’Equinozio con il fuso orario UTC. A causa dei diversi fusi orari, alcune località potrebbero ritrovarsi a festeggiare l’Equinozio di Primavera un giorno dopo o un giorno prima.

Ci sono 3 motivi per i quali la data dell’Equinozio può variare. Innanzitutto, il nostro calendario è solo un’approssimazione del tempo impiegato dalla Terra per orbitare intorno al sole, quindi non è una cifra esatta dei giorni. In secondo luogo, l’orbita ellittica della Terra cambia il suo orientamento rispetto al sole e questo influenza il tempo necessario alla Terra per raggiungere una posizione di 90° nella sua orbita intorno al sole. Infine, anche l’attrazione gravitazionale degli altri pianeti può influenzare l’orbita della Terra.

6. Notte e giorno di ugual durata?

equinozio di primaveraÈ opinione comune quella secondo cui il giorno dell’Equinozio tutti gli abitanti della Terra vivano un giorno e una notte di ugual durata, 12 ore di giorno e 12 di notte. Infatti, il termine “equinozio” deriva dalle parole latine “aequus” (uguale) e “nox” (notte). In realtà, la maggior parte dei posti sulla Terra vive più giorno che notte nelle date degli equinozi. Questo avviene per qualcosa che ha a che fare con l’alba, il tramonto e la rifrazione atmosferica della luce solare: questi fattori implicano qualche minuto in più o in meno di luce o oscurità. La maggior parte delle località sulla Terra, ad eccezione di quelle sull’Equatore, ha giorno e notte quasi uguali due volte all’anno. Le date per questo evento, conosciuto anche come equilux, dipendono dalla latitudine della località e possono cadere pochi giorni prima o dopo gli equinozi.

7. Un uovo in equilibrio

Ogni anno per l’Equinozio di Primavera si sente parlare del giorno perfetto dell’anno per far restare in equilibrio un uovo sulla sua estremità. Molti tentano e a coloro che non riescono nell’impresa spesso viene detto che non era l’esatto momento dell’equinozio. La verità, in realtà, è che non esiste niente di magico sull’Equinozio o sul momento in cui si verifica. Si può riuscire a far stare dritto un uovo sulla sua estremità in qualsiasi giorno dell’anno.

8. La data di Pasqua

L’Equinozio di Primavera è importante per il mondo cristiano. Nel 325, il Consiglio di Nicea stabilì che la Pasqua sarebbe caduta la prima domenica dopo la prima luna piena che si sarebbe verificata in concomitanza con o dopo l’Equinozio di Primavera. Questa formula è la stessa per i cristiani occidentali e per quelli ortodossi, ma le chiese occidentali utilizzano il calendario gregoriano (quello maggiormente utilizzato nel mondo), mentre gli ortodossi utilizzano ancora il vecchio calendario giuliano.

9. Diversi monumenti storici onorano l’Equinozio di Primavera

Gli antichi Egizi erano chiaramente colpiti dal potere dell’Equinozio. Infatti costruirono la Grande Sfinge di Giza in modo che indicasse direttamente verso il sole nascente il giorno dell’Equinozio di Primavera. Anche a Stonehenge, in Inghilterra, è davvero un momento magico quando il sole sorge esattamente tra due enormi massi, posizionati circa 4.000 anni fa. Muovendosi verso ovest, il sole del tardo pomeriggio nel giorno dell’Equinozio di Primavera a Chichén Itzá, in Messico, crea l’ombra di un serpente gigante sulla scalinata settentrionale della piramide El Castillo.

10. Il suo simbolo è un trifoglio

Il trifoglio è la pianta simbolica dell’Equinozio di Primavera. Questo fiore, associato anche al Giorno di San Patrizio, ha molte connessioni con il paganesimo. Può rappresentare le 3 parti dell’esistenza umana (mente, corpo e anima), le 3 incarnazioni della Triplice Dea (fanciulla, madre e vecchia) o i 3 regni di terra, mare e cielo.

11. È conosciuto anche come Ostara

Non sorprende che i festeggiamenti per la Primavera avvenissero migliaia di anni prima dell’evoluzione del cristianesimo. Uno di questi festival era quello di Ostara, che celebrava la rinascita e la fertilità con la piantagione di nuovi semi. Questi riti derivano dai Celti e dai Sassoni dell’Europa occidentale ed esistevano da molto prima che fossero conquistati dai Romani circa 2.000 anni fa. Ostara è una dea anglosassone che rappresenta l’alba. Dando continuità a queste tradizioni, i moderni pagani celebrano ancora Ostara, combinando banchetti e divertimenti con rituali per promuovere l’equilibrio, per benedire le piantagioni di nuove sementi e per prepararsi ad una stagione di rinascita.