Calcio e vitamina D: ecco quali alimenti li contengono e perché latte e derivati non sono sempre consigliati

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Il calcio e la vitamina D sono fondamentali per il nostro organismo e per il nostro benessere generale. Il calcio, in particolare, è da sempre associato al latte a ai suoi derivati, ma in realtà è contenuto in diversi altri alimenti e ne sono ricchissimi soprattutto alcuni vegetali. Il dott. Vincenzo Liguori, biologo nutrizionista, spiega attraverso la propria pagina Facebook quali alimenti la contengono e fa il punto su una questione importante: i latticini fanno bene o fanno male?Sui latticini la questione è molto controversa – precisa Liguori – perché viviamo nell’era dell’opulenza e del ‘troppo che stroppia’, dunque si è passati dal pensare al latte come una sorta di elisir benefico a considerarlo un nemico da combattere, ed è più volte stato imputato come concausa dell’insorgenza di osteoporosi. Ma qual è la verità? Ovviamente, come sempre, la verità sta nel mezzo. In base ai risultati di diverse ricerche epidemiologiche, infatti, pare che l’osteoporosi e le fratture ossee siano più comuni tra le popolazioni che consumano molti latticini e altri alimenti animali, rispetto alle popolazioni a maggiore tendenza vegetariana”.

latteCiò non significa che i latticini vadano eliminati – precisa il nutrizionista -, ma semplicemente limitati. Perché è vero che il calcio abbonda nei derivati del latte, ma è sconsigliato ricavarlo solo da questo tipo di fonte, dato l’alto contenuto di grassi, colesterolo e sale di questi alimenti. L’ideale, quindi, è consumarli ma senza abusarne. E dunque come fare per apportare al nostro organismo la giusta quantità di calcio? Semplice, ci viene incontro la natura offrendoci tante altre fonti di calcio, che da un punto di vista nutrizionale e della salute sono spesso più idonee del latte e dei suoi derivati”.

Il fabbisogno giornaliero di calcio per un adulto si aggira tra i 1000 e i 1200 mg. Per introdurlo nel nostro organismo, dunque – spiega l’esperto –, si può fare ricorso ai latticini, ma anche a cavolfiori e tutti i tipi di cavolo, verdure a foglia, mandorle, semi di sesamo, cereali integrali e legumi. Infine delle vere e proprie ‘perle’ nutrizionali sono anche le spezie, le quali, anche consumate in piccole quantità ma in maniera frequente, contribuiscono al nostro fabbisogno di calcio. E non dimentichiamo un’altra preziosa fonte di calcio, e non solo: l’acqua. Quella del rubinetto, in particolare, contiene una forma di calcio ‘altamente biodisponibile’, ovvero il carbonato di calcio, il cosiddetto calcare. Bevendo due litri di acqua del rubinetto – o di acque calciche in bottiglia – riusciamo a coprire fino al 50% del fabbisogno giornaliero”. A questo proposito il dottor Liguori sfata un altro falso mito molto diffuso: “assumere acque calciche non ha nessuna correlazione con la formazione dei calcoli renali. Si tratta di una sorta di ‘fake news’ della salute, di fronte alla quale da oggi in poi potete tranquillamente rispondere così: “Il calcare può incrostare tubi e rubinetti, non i reni!“.

Ultimo punto fondamentale da toccare – conclude il nutrizionista e biologo cosentino – è quello dell’apporto di vitamina D, che influenza direttamente l’assorbimento di calcio. Questa preziosa vitamina si trova in parte nei cibi ma viene prodotta dal nostro organismo soprattutto attraverso l’esposizione al sole. Nella nostra epoca buona parte della popolazione presenta scarsi livelli plasmatici di vitamina D. Che fare dunque? Niente di più semplice: durante le belle giornate una bella passeggiata all’aria aperta, seguita da un paio di bicchieri di acqua del rubinetto, è l’ideale per aiutare il nostro organismo ad assumere ed utilizzare al meglio il preziosissimo calcio“.